venerdì 8 gennaio 2016

Foto ancora del periodo trascorso da Madukkakuzhy

La maestra di yoga
La chiassosa festa davanti alla chiesa



Capo Cormorin - Un veliero?



        Non ricordo dov’ero rimasta, sto scrivendo su un foglio word perchè non ho wifi.
Dunque a Kovalam sono alliggiata allo Small Tiger hotel. Lasciati i bagagli e preso solo lo stretto indispensabile: spazzolino da denti, sacco lenzuolo, torcia  e poco altro, sono partita con Babel per Kaniakumari o Capo Cormorin. Abbiamo preso un tuc tuc fino a Trivandrum, poi alle 9 ci siamo imbarcatesu un bus per Kaniakumari. 5 ore per fare un centinaio di km., a 20 km da Kaniakumari  il bus si è rotto. Meno male davanti ad un baretto, così abbiamo mangiato un paio di frittelle e bevuto qualcosa. Abbiamo aspettato il bus successivo, per fortuna ci siamo sedute sempre, ma il caldo era quasi insopportabile nonostante i finestrini senza vetri. A Kaniakumari ci sono tantissimi alberghi, è sempre affollata di pellegrini, abbiamo facilmente trovato una camera e dopo una specie di doccia siamo entrambe crollate ed abbiamo dormito un’oretta. Babel è una bella donna piena di energia, è molto più giovane di me, quando l’ho vista crollare sul letto addormentata mi sono consolata molto!
A Kaniakumari arrivano tutti i più sfortunati, storpi, malati, matti, è abbastanza impressionante.
Abbiamo assistito sia all’alba che al tramonto, Soprattutto l’alba è stata emozionante. La spiritualità indiana coinvolge chiunque. Una folla impressionante ad attendere il sorgere del sole. Molti armati di cellulari e tablets intenti  a scattare foto, ma tutti pronti a pregare, recitare mantra e ringraziare il sole che anche questa mattina sta sorgendo. Come fosse un fenomeno eccezionale, come fosse un dio che si degna di comparire.
E’ emozionante anche essere sulla punta estrema dell’India dove si incontrano e si mischiano tre oceani. Un posto unico. In lontananza come un fantasma si intravede un veliero . . . . . sarà vero o sarà fantasia?
La nottata in hotel? Tipicamente indiana: sbattere di porte, schiamazzi, pianti di bambini, clacson di ogni tipo, motorette rombanti fino verso l’una, poi arriva il silenzio e dopo 10 minuti attaccano i cani, uno abbaia, l’altro risponde, si incontrano e si  scontrano i branchi facendo una gran cagnara. Verso le tre e mezza la città comincia a svegliarsi: motorette clacson etc. alle 5 ci si alza (tanto siamo sveglie) e si va a vedere l’alba dopo aver bevuto il primo chiai (thè con latte dolcissssimo) al baracchino di fronte all’hotel.