martedì 9 febbraio 2016
Delhi
Arrivata a Delhi. Mi sono alzata alle 2,30, partita con il taxi alle 3.
Alle 3,30 ero in aeroporto inutilmente perché AI fa entrare solo alle 4,30. Ok. Alle 6 partita regolarmente, scalo a Kochin dopo una mezz’ora di volo e dopo
qualche traballamento siamo arrivati a Delhi puntuali ore 10,40 circa. Mi è
sembrato di arrivare a casa. Aria molto freschina che sembra quasi pulita, ma
si sta bene con i sandali. L’albergo è in Karol bag come sempre. Karol Bag mi
piace è una zona molto indiana piena di negozi. Gli alberghi sono innumerevoli,
ma stavolta sono in un posto che ho riconosciuto, vicino al Gran Market.
Ero
stanchina, ho pagato al taxista della State Express la prenotazione dell’albergo
e i biglietti del treno. Stile Avventure nel Mondo ho fatto conti su conti perché
volevo pagare una parte in euro e una parte in IR, il taxista era sconvolto, ma
alla fine ha telefonato in agenzia gli ha detto quanti soldi ritirava ed è
stato contento. Ora ho due biglietti del treno andata e ritorno da Derhadun e i
voucher per la prenotazione dell’albergo ora e per il rientro.
Sono uscita per mangiare qualcosa e ho riconosciuto la via del Gran
Market, Sta a vedere che ritrovo anche il mio ristorante preferito, ho
camminato un po’ e poi ho chiesto informazioni, proprio lui, ero a due passi, è
stato come tornare a casa. E’ una specie di fast food indiano, ma molto buono e
frequentato dalla classe media. Impiegati, signore che si fermano per uno
spuntino e se la contano un po’, studenti,
famiglie con bambini. E’ il posto in cui io mangio un riso biryani o un tandoori
e gli indiani mangiano la pizza o la pasta al pomodoro. Sono certa che andando
verso sinistra anziché verso destra ritrovo anche Tina, la parrucchiera dalla
quale sono andata a fare l’hennè tornando dallo Zanskar forse nel 2008. Non
vado a cercarla, non ne ho più bisogno,
Delhi è il solito casino e Karol Bag è anche peggiorata: una fiumana di
gente tra risciò, motorette, auto che strombazzano e parcheggi selvaggi.
Bancarelle che vendono di tutto tra mucchi di spazzatura dove razzolano cani spelacchiati.
L’impianto elettrico non è cambiato.
Un ragazzino ha insistito un bel po’ voleva lucidarmi i sandali (di
tela)
Domattina alle 5 sveglia, ho il treno per Derhadun
Non mi porterò il computer e per un po’ sarò isolata .
. . . . tra le montagne, nel freschetto a meditare.domenica 7 febbraio 2016
Domani ultimo giorno
Domani è l’ultimo giorno nell’India del sud. Parto alle 3 del mattino
del 9/ con il taxi, ho un volo che parte alle 6,05 da Trivandrum, fa scalo a Kochin e
arriva a Delhi mi pare verso le 11 o le 12. Se non ha ritardo, essendo Air
India è probabile.
Dormirò una notte a Delhi e la mattina del 10 parto con il treno per
Derhadun e poi proseguo con un taxi fino all’ashram. Non so quando potrò
scrivere di nuovo. Senz’altro non dopo il 9 perché conto di non portarmi il
computer.
sabato 6 febbraio 2016
Minky
Leo è in pensione e anche lui sta in India circa tre mesi. Per il resto
vive in Canada. Mi ha raccontato tante cose ma ciò che ho trovato più buffo, la
sua casa. L’ha costruita qualche anno fa, mi ha detto. E’ su una collinetta, di
fronte ad un lago e a mezz’ora dalla città. Immaginavo una casetta piccolina in
Canada con vasca e pesciolini e tanti fiori di lillà. Ma no mi ha detto, non
c’è niente, c’è la foresta, l’unica cosa che ho sono fragole e lamponi che non
riesco mai a mangiare perché vengono gli orsi e se le mangiano tutte loro, poi
fanno anche la cacca davanti alla porta d’ingresso. I cerbiatti arrivano e si
coricano di fianco alla sua auto che
magari è un po’ più calduccia del terreno. E lui parla con gli animali. Dolcemente dice loro di
spostarsi quando ha bisogno dell’auto e loro ascoltano. Anche l’orso lo guarda
un po’ stupito, ascolta e capisce.
Leo aveva un gatto che si chiamava Minky e ora tutti gli animali li
chiama Minky, anche gli orsi e i cerbiatti.
Iscriviti a:
Post (Atom)












