domenica 15 dicembre 2013
giovedì 12 dicembre 2013
notizie giorni 10 e11
Non so per quale strano motivo non c'è più il tasto entra nel blog e devo fare un doppio salto mortale per entrarci. Incollo qui sotto alcune cose scritte nei giorni scorsi
10 dic
Per quel pochissimo che ho visto, il Kerala mi sembra più
ricco, meno caotico degli altri stati indiani.
Mi sono sistemata alla homestay, sono al bungalow n. 6.
Chiamarlo bungalow è riduttivo, perché è
una bella camera, molto accogliente. Come prevedevo sono l’unica
italiana gli altri ospiti sono tedeschi o indiani. Il personale è tutto indiano
e questo mi piace molto.
Sono già al terzo giorno di permanenza. Non ho tempo di
annoiarmi, le giornate sono scandite da tante cose piacevoli, l’unico punto
negativo è che devo alzarmi presto e presto vuol dire alle 6.
Potrei anche non farlo, ma si può dire di no ad un’ora di
camminata nella natura? Si può dire di no ad un’ora di yoga? E quindi ci si
alza alle 6.
Ho ricevuto già alcuni massaggi rilassanti. Vengono fatti a
4 mani da bravissime indiane tipicamente del sud, minute e basse di statura con
capelli neri e ricci. Due ombre gemelle che si muovono all’unisono
silenziosissime. Le poche parole necessarie sono appena sussurrate. Dopo il
massaggio un bel bagno di vapore per ripulire la pelle.
Trovare i pasti pronti mi piace molto, cucina indiana ottima
e varia, mangio anche troppo, finirò per ingrassare. Niente carne e mi va
benissimo niente vino e va un po’ meno bene, da bere solo acqua calduccia con
dentro un po’ di cardamomo o di zenzero.
11 dic
Da oggi inizio una
terapia per curare la mia famosa e noiosa
emicrania. Il dott. Jobin mi ha detto che dura una settimana e che
durante questo periodo non devo uscire, non devo andare dove c’è confusione, né fare la camminata della mattina alle 6. Ok se devo stare qui senza uscire mi va
benissimo, mi riposo, mi rilasso e non faccio nulla, posso dormire e alzarmi solo per la colazione ho pensato.
Ma avevo pensato male. Subito dopo con il suo fare gentile e
pacato mi ha detto che la medicina mi viene applicata alle 5 e un quarto della
mattina e io devo essere già sveglia da un quarto d’ora, morale anziché alle 6 devo alzarmi alle 5. Ohi
povera me, cosa non si fa per curare il mal di testa.
Il dott. Jobin è un
bel ragazzo di 33 anni, scuro ma con gli
occhi chiari. Non è così raro vedere
persone con gli occhi chiari, ma fa una
certa impressione. L’altro medico è il
fratello maggiore ed è più vecchio di una decina d’anni direi , il terzo è il padre, un bel signore
con i baffi bianchi. Chi ha iniziato l’attività è stato il nonno che è morto un
po’ di tempo fa, la nonna è mancata qualche mese fa ed avrebbe compiuto 100
anni.
Già gli antenati comunque vivevano su questa terra e
curavano con le erbe.
L’ambiente è bellissimo, collinoso, si è immersi nella
vegetazione, una vegetazione molto fitta. Ci sono diversi bungalow uniti da
camminamenti e sentieri ben tenuti, fiori esotici dappertutto.
Davanti alla mia casina c’è un bosco di alberi di caucciù, è
interessante vedere la gente lavorare, ieri è venuto un uomo con un dothi
chiaro alla Gandi e un turbante bianco, saliva con l’aiuto di una lunga e
pericolosa scala a pioli a tagliare i rami secchi. Tagliava a colpi di accetta
poi, servendosi di una corda, tirava su una latta di un impiastro azzurro con
il quale dipingeva la parte dove era stato tagliato il ramo. Forse per non
disperdere il prezioso liquido?
Oggi invece è venuto un altro uomo a fare una nuova
incisione sulla corteccia degli alberi, subito ha iniziato a scorrere il
liquido bianco. Attaccato al tronco di ogni albero c’è un contenitore, costituito da una mezza noce di cocco, che
raccoglie il liquido che cola. Una donna passa tutte le mattine a svuotare i
contenitori.
Non avevo mai visto, se non sui libri, raccogliere il
caucciù.
martedì 10 dicembre 2013
Curata e coccolata
E sì restoqui almeno una ventina di giorni ancora, sono al terzo giorno e sto benissimo. Appena avrò tempo di fare e scaricare qualche foto la pubblicherò, al momento sono troppo impegnata a riposarmi e a farmi coccolare e curare.
Stamattina ho fatto yoga per la prima volta con un maestro indiano, mi ha stroncata.
Un saluto perchè arrivano le zanzare, sono le 17,30.Ora fatidica anche qui!
Stamattina ho fatto yoga per la prima volta con un maestro indiano, mi ha stroncata.
Un saluto perchè arrivano le zanzare, sono le 17,30.Ora fatidica anche qui!
domenica 8 dicembre 2013
Brividi
Brividi e brividonzoli
E ben mi sono detta, se mi tocca morire ora ben venga, ero
più preoccupata per chi a casa non sapeva e magari stava in pensiero che per
me. Dopo 20 minuti di volo il comandante annuncia che torniamo indietro perché
c’è un ciclone su Cochin ho capito che s trattava di una cosa di pochi minuti
ma non sapevo se saremmo ridiscesi su Muscat. Il messaggio lo hanno dato solo
in inglese e molti non se ne sono neppure accorti.
Abbiamo fatto un
lungo giro,credo per aggirare il ciclone. Arrivati verso l’India abbiamo un po’
ballato, ma non più del solito e arrivati sopra la terraferma l’aereo ha smesso
di ballare e siamo atterrati bene e anche in tempo.
Il viaggio dall’aeroporto al villaggio dove dovevo arrivare
è stato molto lungo. Sono arrivata alle 10 di sera circa. Mi hanno accolta nel
silenzio, solo qualche grillo cantava, mi hanno fatto accendere la lampada di
benvenuto e poi sono andata a dormire finalmente!
I lavoratori nepalesi
Eccomi a Muscat, volo buono, sono moderatamente stanca, per me
sono le 4 del mattino, ora locale 8. Dormicchio su una panca fono alle 10,30,
poi vado a bere un cappuccino gigante, è il doppio dei nostri e costa il
triplo, ma si sa che in aeroporto ti fregano sempre, ovunque nel mondo.
Dopo aver cercato invano di collegarmi al wi-fi (il problema
è wind che non funzia, avrei dovuto comprarmi anche una scheda Vodafone,
pazienza) mi avvio al gate 22. Di fianco a me,al gate 20 c’è una fila
ordinatissima che mi colpisce subito. Tranne 4 o 5 tibetani gli altri sono
tutti nepalesi e tutti uomini. Di bassa statura, scuri, stanchi, il capo n po’
chino e sul viso la stessa espressione triste. So chi sono, in
giugno ho preso anch’io con il gruppo lo stesso volo per andare a Kathmanu e poi
in Tibet, sono i manovali che vanno a lavorare negli emirati e in arabia
saudita, sfruttati come schiavi vanno a svolgere i lavori più duri e
pericolosi, tanti ci lasciano la pelle. Avevo parlato con uno di loro durante
il volo e poi in Italia avevo anche letto un articolo sulla durissima e
pericolosa vita di questi uomini. Poveri esseri umani che per vivere e aiutare
la famiglia accettano lavori duri, senza protezione, senza diritti.
Riflessioni prima della partenza
6 dicembre 2013-12-08 Così tranquilla come se andassi a
Serravalle, nessuna ansia pre-viaggio. Invece parto per l’India dove starò . . . . due, tre mesi? Chissà. Il viaggio
sarà un po’ noioso senza amici con cui chiacchierare, ma sono le 16,30 e alle
13,30 di domani (ora italiana) dovrei essere a Cochin.
venerdì 6 dicembre 2013
In partenza
ciao a tutti
sto di nuovo per partire, il bagaglio è pronto, avrò dimenticato qualcosa di fondamentale, ma il biglietto e il passaporto ci sono, per il resto si vedrà. Devo chiudere le ultime cose: acqua, gas RISCALDAMENTO, luce e poi vado dalla mia amica Daria che mi aspetta per il pranzo e che abita vicino alla stazione dei bus per Malpensa.
sto di nuovo per partire, il bagaglio è pronto, avrò dimenticato qualcosa di fondamentale, ma il biglietto e il passaporto ci sono, per il resto si vedrà. Devo chiudere le ultime cose: acqua, gas RISCALDAMENTO, luce e poi vado dalla mia amica Daria che mi aspetta per il pranzo e che abita vicino alla stazione dei bus per Malpensa.
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