mercoledì 4 marzo 2015

Rishikesh



4 marzo
Ieri nei miei giri per scoprire ho scelto un ashram per fare yoga  c’è anche la meditazione, potrei andare stasera, ma ho sonno e mi addormenterei. Ho conosciuto Doroty, una canadese che come me è arrivata ieri, come me sta cercando di capire e siamo nello stesso albergo. Ci diamo appuntamento alle 7 ed andiamo a fare yoga insieme. Per me non è niente di che, yoga di preparazione al saluto del sole. Cerco altro, ma l’ora di movimento mi ha fatto bene. Facciamo colazione insieme a Bernard, che è  tedesco, in un uno dei tanti deliziosi posticini con vista sul fiume, anche qui si fa conoscenza molto in fretta e ci si scambiano informazioni e consigli. Facciamo quindi una bella camminata e visitiamo la zona Ram Jhula, noi siamo a Lakshman Jhula. Qui c’è il festival dello yoga, tanti eventi, vedrò se entrare un giorno oppure no. Da fuori sento una voce  al microfono, c’è una conferenza in corso. Ma questa voce, questo sospendere le frasi,  io la conosco . . . .  guardo sul programma Vandana Shiva, proprio lei! Entrerei solo per vederla, l’ultima volta l’ho vista a Torino per Torino Spiritualità, ma l’ingresso è giornaliero ed è costoso. Decido di rientrare in hotel e lungo la strada contatto un altro posto dove forse andrò a fare meditazione stasera e yoga domani. Pranzo in un posticino delizioso cibo organico buono e economico.



GANGA RIVER !

Con Dorothy canadese

Il ponte a Laksham Julha

Ram Julha


Verso Rishikesh

Strade di fango




parto alle 5 della mattina, naturalmente non mi è stata data la sveglia,ma io che conosco i miei polli avevo messo comunque la mia. Dopo una mezz’ora entriamo in Uttar Pradesh. Buio, nebbia, camion, la strada è a tratti decente e a tratti molto dissestata, facciamo la gimkana tra i camion si sorpassa a volte a destra altre volte a sinistra, dove c’è spazio ci si infila, dove non c’è si cerca lo stesso di passare. Alle 6,30 comincia a schiarire un po’, verso le 7 vedo il sole tra le nuvole, è molto nuvoloso. Il paesaggio è piatto e nebbioso, piantagioni di canna da zucchero si alternano a quelle di colza, fa freddo. Scene nel fango: le donne avvolte in scialli  pesanti di umidità davanti a povere case accudiscono gli animali, preparano il cibo, accendono il fuoco, gli uomini chiacchierano a crocchi avvolti nei loro mantelli, ai piedi indossano solo le ciabatte. Fango tanto fango e pozzanghere. (Forse le ciabatte sono più adatte delle scarpe, almeno si asciugano prima) Odore di fogna, sterco messo ordinatamente ad asciugare, ancora povere case mezze diroccate ma abitate, vedo i bucati stesi su terrazze che terrazze non sono, ma camere che non hanno più pareti, crollate o abbattute?
Facciamo una sosta in un bel ristorante, dopo il caffè caldo finalmente acquisto un po’ di calore, ma indosso il pile e tengo la giacca a vento sulle gambe, i piedi sono gelati.
Alle 8,15 entriamo in Uttarakand, alle 9,30 vedo le prime alture, il paesaggio cambia finalmente. Alle 11 circa  siamo a Rishikesh. E’ bellissima e tutta da scoprire. Parto quasi subito, voglio lasciare che i piedi mi portino dove la testa e il cuore decidono di andare. Mi sento in un jungla devo scegliere i posti giusti  e cercare di capire  cosa offre. Non è facile districarsi ci talmente tanti stimoli, ma mi lascio trasportare, vedremo cosa succede.

lunedì 2 marzo 2015

Delhi, un India diversa ma con i problemi di sempre


Alla State Express con Sanjeev e  Rinki. Indiani del Nord alti e più chiari di pelle, così diversi dai Tamil

I tuc tuc gialli e verdi di Delhi

Il ristorantino. Da fuori due indiani guardano un film alla TV che è sopra la mia testa.

Aspettando che smetta di piovere

Torno in hotel con il risciò, ci sono ancora e ce ne sono tanti. Poveri uomini che faticano per vivere, preferisco dare soldi a loro che agli autisti di taxi




Arrivata a Delhi. Cambia la lingua cambiano le persone,  sembra di essere in un altro paese, e in effetti un po' è così. Manco da Delhi dal 2010, sarà per i 18 gradi deliziosi ma la città mi sembra molto migliorata. L’aria pulita, il taxista che mette la cintura di sicurezza, è proprio cambiata, mi dico. Ma subito dopo: bambini laceri e sporchi, vecchi che si trascinano, storpi, poveri esseri che cercano un po’ di elemosina. Passata la zona delle ambasciate con i suoi viali alberati la città è quella di sempre.
Vado all’agenzia State Express, li conosco da tanti anni, quante volte sono andata per organizzare i giri con i gruppi di Avventure nel Mondo!  Sanjeev è un po’ invecchiato, si è appesantito ma è sempre gentile e molto efficiente, parla ormai un italiano perfetto.
Sempre della serie l’India non è cambiata: sono in un albergo ‘buono’ o per lo meno ha la pretesa di essere tale. Controllo il letto, le lenzuola non sono state cambiate, hanno ancora questa abitudine. Me le faccio cambiare. 
Sono nella zona di Karol Bag zona che a me piace molto, esco per andare a mangiare qualcosa, ma non trovo la grande via che chiamano Main Market, la zona è vasta, non ho molto tempo, né voglia di litigare con qualche conduttore di tuc tuc per farmici portare, quindi scelgo un ristorantino e mangio paneer tikka, naan e una zuppa lemon coriander. Vedo che diventa buio, mi sembra strano è presto, poi capisco,  in due secondi si scatena un’acquazzone degno del periodo monsonico, la via si riempie d’acqua. Anche se smette di piovere come torno in albergo? Per forza con un tuc tuc. Ci sono ancora molti risciò a pedali, guidati da uomini pelle e ossa, sono un po’ meno stracciati di un tempo e le bici sono belline, tutte uguali, ma loro sono poveri come allora, anzi oggi che l’India è più ricca loro stanno anche peggio. Mi faccio accompagnare in hotel e gli lascio una buona mancia, pedalare in quelle condizioni . . . oltre alla pioggia che si prendeva in testa, ad ogni pedalata immergeva il pedale e un piede nell’acqua, putrida ovviamente.
Ora son qui nel letto con le lenzuola pulite !!!!!!!! Domani sveglia alle 4,30 parto per Rishikesh.

domenica 1 marzo 2015

In partenza per il Nord - New Delhi e Rishikesh Verso l'HIMALAYA

Farei volentieri un salto dall'altra parte delle montagne: Ladak, Tibet . . . la nostalgia mi ha fatto pubblicare le fotografie qualche giorno fa. Mi sta bene restare ai piedi della catena, in ogni caso ne respirerò l'atmosfera e visito un posto nuovo, è sempre molto stimolante.
Oggi giornata di preparazione bagagli, domattina presto, alle 5, parto per Chennai e poi per Delhi. farò tappa a Delhi e proseguirò per Rishikesh.
Che strano effetto mi fa indossare i pantaloni, ci ballo dentro, sono dimagrita, e le scarpe chiuse, non le indosso da tre mesi. 
NOOOOOOOOOO! voglio il caldo sole dell'India del Sud.
Ma voglio anche il calore dei miei amici, mi mancate tutti, ma tornerò, anche questa volta tornerò. Solo dopo essere stata qualche giorno a Rishikesh.