giovedì 2 febbraio 2012

A Pondy per commissioni

Una giornata a Pondycherri, avevo bisogno di un po' di India e avevo commissioni da fare. Ho preso il  bus che collega Auroville a Pondy,. Per il ritorno pensavo di prendere un taxi perche' nel pomeriggio non ci sono bus per Auroville, ce c'e' solo uno alle 8,30 di sera e qui alle 8,30 e' notte fonda.
Sul bus c'era una ragazza orientale chiedeva invano all'autista se ci fosse un bus prima delle 8,30. Le ho detto che io sarei rientrata in taxi e che avremmo potuto darci un appuntamento per condividere l'auto. L'idea le e' piaciuta ma da quel momento non mi ha piu' mollata. E' stata una conoscenza interessante e' una ragazza di Tai Wan, ad Auroville, per una settimana, con un gruppo di meditazione o di yoga.  Dopodomani sarebbero partite per l'India del Nord. E' venuta con me all'ufficio turistico, del quale lei non conosceva l'esistenza, abbiamo preso una cartina della citta' e mi sono fatta dare un po' di informazione circa le cose che volevo vedere, poi siamo andate  dall'ottico a ritirare i miei occhiali,  in giro per negozietti, abbiamo pranzato insieme ed ha mangiato le stesse cose che ho ordinato io. A fine giornata solo  mi ha detto che voleva andare all'ashram, a quel punto l'ho accompagnata ma l'ho aspettata fuori, l'avevo gia' visto e non sono una patita di queste cose.
Lei molto timida era sorpresa del mio modo di muovermi e di rivolgermi alle persone da 'europea' abituata a viaggiare, mi sono resa conto che le e' piaciuta la mia compagnia. E' stato molto divertente l'incontro con un pliziotto al quale avevo chiesto informazioni sull'ufficio turistico. Ci ha fatte entrare nel suo ufficio e ci siamo fatti una lunga chiacchierata circa i nostri paesi di origine e le rispettive vite: Europa, India e estremo Oriente. Interessante.

P.S. Sono andata a ritirare gli occhiali da sole graduati che avevo fatto preparare dieci giorni fa. Non saranno eccezionali,   non mi hanno fatto scegliere tra 5 o 6 tipi diversi di materiale, ma costano un settimo rispetto all'Italia.


domenica 29 gennaio 2012

e capita di andare al mare

Ieri domenica ho deciso di andare al mare insieme a un po' di persone che ho conosciuto qui, un giorno di relax.
La temperatura era ottima, faceva caldo ma soffiava un bel venticello che attutiva il calore senza sollevare la sabbia. L'acqua del mare piacevolissima, ma fare il bagno nell'oceano e' cosa solo per nuotatori esperti.
I pescatori riparavano le loro reti, donne tamil chine sul bagnasciuga cercavano sotto la sabbia minuscole conchiglie che utilizzano per preparare un qualche sughetto da accompagnare il tipico piatto di riso. Sulla sabbia ormeggiate le barche da pesca, tante, tutte in fila, colorate.
Ogni volta che vedo la spiaggia e i villaggi dei pescatori non posso non pensare non solo al ciclone che ha danneggiato di recente   le loro case, ma anche al terribile tsunami del 2004 che ha distrutto anche le loro barche. In effetti le barche che vedo oggi sono molto semplici ma sono in buono stato, spero siano quelle che hanno ricomprato con gli aiuti umanitari.

Verso le 4 i pescatori hanno cominciato a mettere le barche in acqua, e' un'operazione molto faticosa! Spingono in gruppo, i corpi magri  tesi, neri, lucidi di acqua e di sudore, poi saltano sulla barca che si impenna piu' volte prima di superare il punto in cui si infrangono le onde. Pian piano si allontanano li seguo con lo sguardo e presto scompaiono.

Tra le persone he hanno condiviso con me questa rilassante giornata al mare c'era anche Maria Monti: attrice, cantante e compagna di Giorgio Gaber. Anche questo puo' succedere.









venerdì 27 gennaio 2012

Se c'e' il predatore . .

Continuo a girare in bici, il buco piu' grosso e' stato riparato, ma sicuramente ce ne'e' ancora uno . . .come ho risposto a Mauro, devo farla gonfiare un giorno si' e l'altro anche ma la utilizzo piacevolmente. Ho imparato amche a fare le stradine alternative dove e' possibile, in modo da non mangiare troppa polvere. Le strade principali  a volte sono pavimentate, ma non sempre e dove non lo sono le motorette (tante) le auto, i tuc tuc sollevano una polvere rossa che entra dappertutto, inoltre non amo molto guidare a sinistra nel traffico. Qui in zona non e' terribile come sulla strada che porta a Pondicherry, ma e' pur sempre un traffico indiano a cui noi non siamo molto abituati. Loro   suonano il clacson per cortesia, per farti sapere che ci sono e ti hanno vista, ma ti superano in due mentre dalla parte opposta arriva un'auto, altre tre motorette e un trattore carico di legname! Facendo i sentierini devo scansare le mucche e le capre e mi devo fermare se arriva una motoretta dalla parte opposta, ma almeno c'e' poco traffico e non ci sono le auto. Un altro animale che incontro spesso, molto spesso e' la mangusta, a volte sono famigliole intere che attraversano il sentiero. Se c'e' il predatore c'e' anche la preda dicono in Africa e questo vale anche per l'india. Se c'e' la mangusta c'e' anche il serpente, finora non l'ho' ancora incontrato e spero proprio di non vederlo.

lunedì 23 gennaio 2012

Un pranzo a sorpresa

Ieri, domenica, non avevo nessun programma. Non ho preso la bici, ho deciso di provare a fare una camminata verso Kuilapalayam (uno dei villaggi tamil) magari ci arrivo a piedi, mi son detta,   magari a meta' strada chiamo l'oto (il tuc tuc, qui lo chiamano oto)  e ci arrivo in tuc tuc o magari non faccio nulla di tutto cio' e torno indietro.
Dopo 10 minuti di camminata mi si accosta un'auto con i vetri oscurati e una signora molto elegante apre il finestrino e mi chiede se voglio un passaggio. Vado solo al villaggio le rispondo, ma accetto un passaggio, perche' no? Chiacchieriamo un po' in francese e un po' in inglese. Lei e' di origine canadese ma vive qui con il marito da trent'anni, ha una figlia che ha appena avuto un bimbo. E' aurovilliana si' ma mi dice che vive un po' staccata dalla comunita' di auroville. Mi dice che sta andando a Pondy per qualche commissione, se voglio andare anch'io . . . L'auto, guidata da un autista tamil,  e' comoda e fresca, perche' no? Accetto.
La seguo a fare le commissioni: in una macelleria dove ci sono piu' mosche che aria da respirare compra un saccone di carne, e' per i cani, lei e' vegetariana. Andiamo poi in un bellissimo negozio di frutta e verdura dove anch'io mi compro un po' di frutti esotici: il frutto della passione, l'avocado e una specie di strana mela che non conosco affatto.
Poi mi chiede se mi interessa pranzare in un ristorante tamil. Sfonda una porta aperta, ma certo, perche' no?
Entriamo quasi tutti i clienti sono indiani, solo a  un paio di tavoli ci sono europei, turisti? aurovilliani? non so.
Ordiniamo uno dei piatti tipici il Thali.  E' un piatto vegetariano come lo sono tutti i piatti tipici della cucina del sud.
Ora io ricordo di aver gia' mangiato il thali in uno dei miei primi viaggi in India, ovviamente non sapevo da che parte cominciare, ricordo che, con i compagni di viaggio, lo abbiamo mangiato con le posate assaggiando qua e la', chiedendo al cameriere, ma  senza capire bene, da cosa si doveva iniziare e come e con cosa si doveva mangiare. Ora con la signora Clare ho imparato.
Il piatto viene servito su una specie di vassoio il cui fondo e' coperto da foglie di banano e sul quale sono appoggiate intorno una dozzina di coppette contenenti  salse e zuppe di diverse consistenze e colori. Al centro un po' di riso, un ciapati e due pezzi di un pane fritto, croccante, molto leggero ( non ricordo il nome, ma e' molto usato).
Le ciotoline devono essere tolte dal vassoio e posate sul tavolo.
Si mangia con le mani, anzi con LA mano. (questo lo sapevo bene) Si deve esclusivamente usare la mano destra, la sinistra rigorosamente nascosta sotto il tavolo. Si spezza il ciapati, si versa una delle salse sul riso e si inizia a mangiare utilizzando il ciapati a mo di cucchiaio e poi si continua appallottolando il riso con la mano e portandolo alla bocca utilizzando il dito medio e l'anulare.  Il cameriere passa tra i tavoli e aggiunge riso bianchissimo man mano che il cliente lo richiede. Volendo si possono avere uun paio di salsine speziate.
Ad una ad una si versano sul riso e si consumano tutte le zuppette, hanno sapori molto diversi e sono tutte  buone.
Ce ne sono tre che devono essere consumate per ultime, e bisogna sapere (o chedere) quali sono. Su due non avevo dubbi, una si presentava come uno yogurt e un'altra aveva l'aspetto di un dolce di zucca gialla, ma la terza quella che deve essere consumata per ultima aveva un aspetto di una normale zuppa liquida salata e un po' acidula, e' quella che aiuta la digestione, ma se non sai qual'e' . . . .  rischi di mangiarla da aperitivo.
Ottimo e interessante pranzo. Da bere, unica pecca, niente birra ne' tantomeno vino,  sempre acquette o the saporiti con limone o sciroppi aciduli o dolciastri. 
Tornate da Pondy, Clare ha insistito per accompagnarmi fino al gate di Samasti. Quella che doveva essere una lunga e calda camminata si e' trasformata in un giro in auto con aria condizionata, in un ottimo pranzo al ristorante e una piacevole chiacchierata con una canadese trapiantata in India.


venerdì 20 gennaio 2012

La casa di Donata



La mia bici fucsia ieri mi ha tradita, aveva una gomma a terra e l'ho dovuta lasciare a casa. Mi sono fatta un giro a piedi, sono stata in 'centro' alla Towm hall dove c'e' la banca, volevo controllare il mio conto. Ho incontrato Donata, un' italiana che ha una bellissima casa sul mare. Mi ha proposto di andarla a trovare e, pronti via  ho accettato. Siamo partite con il suo motorino e zigzagando tra  buche, motorini, pullman puzzolenti, mucche e cani siamo arrivate ad un piccolo villaggio Tamil sul mare. E' abitato da pescatori, e' India vera con tutto il suo fascino e la sua poverta'. La casa di Donata  e' un po' alta sul livello del mare, un  centinaio di palme da cocco proiettano una piacevole ombra sul prato dove sorge. A piano terreno ha un soggiorno molto accogliente arredato con mobili in vimini. Vi si accede attraverso quattro ampie arcate; davanti la vista sul prato, sulla spiaggia dove sono ormeggiate le barche dei pescatori e sull'oceano. Un sogno!
Al primo piano ha la camera da letto e mi ha detto che aveva anche una terrazza, ma la terrazza non c'e' piu',  il ciclone l'ha portata via.    Il ciclone si e' portato via tutti i mobili del soggiorno e ovviamente tutti gli arredi: le tende, le lampade i vasi  e i soprammobili nonche' lenzuola e asciugamani. Hanno recuperato sul prato e sulla spiaggia molti oggetti e quasi tutti i mobili. Hanno dovuto lavorare un bel po' per rimetterli in sesto (oltre ad essere sepolti nella sabbia erano anche zuppi d'acqua) ma ora, dopo aver recuperato, ripulito e riverniciato,  la casa e' di nuovo  normale. I pescatori raccolgono le reti tra le barche colorate,  l'oceano blu da lontano pare essere calmo, due cani scorrazzano sul prato, un'amaca dondola silenziosa nell'aria tiepida.
Le case modeste dei pescatori hanno subito danni molto gravi, alcune sono crollate e ci sono stati anche dei morti. Ora, a distanza di tre settimane, anche gli abitanti del villaggio hanno rimesso in sesto cio' che potevano e hanno ripreso le loro attivita' serenamente. I pescatori sono tornati alle loro barche,  una vecchia intreccia foglie di palma per rifare tettoie distrutte, un'altra raccoglie legna da ardere, i bambini giocano festosi e sorridenti come se nulla fosse successo,  una donna frigge qualcosa in una padella sulla strada, sono patate e banane, ne compriamo un po',  noi risolviamo la cena e lei si guadagna la giornata.




domenica 15 gennaio 2012

Happy Pongal

Tre giorni di festa per il Pongal.
E' la festa della terra, del raccolto del riso e delle mucche. Le corna delle mucche vengono dipinte e decorate con fiori. Viene preparato un cibo particolare, a base di riso, che viene offerto a tutti   mucche comprese.

Oggi la Solar Kitchen (uno dei miei posti preferiti per mangiare) e' chiusa quindi andro' al villaggio in un ristorantino che avevo gia' adocchiato un paio di giorni fa facendo uno dei miei giri in bici.
Da che sono qui ho mangiato carne una sola volta: pollo. Molto buono ma quando mangio vegetariano sto meglio e devo dire che non sento affatto il bisogno della cucina italiana. Sara' il clima caldo, sara' che la cucina vegetariana e' molto ben condita e appetitosa, sara' perche' sono curiosa e mi piace assaggiare cio' che il posto propone, ma non sento la mancanza di nulla. Chissa' se fra un po di settimane mi verra' voglia della pizza o di un bicchiere di vino ?
Il bere si' e' un po spartano: acqua o acqua e limome o acqua. Ieri, tornando dal villaggio Kulukalajam mi sono fermata al chioschetto che c'e'  al bivio tra la strada che porta al centro di Auroville e la deviazione per Samasti (dove abito) mi sono concessa una pepsi: lusso lusso. Un po' caldina per via della mancanza di elettricita' o per via della mancanza del frigorifero. Il chiosco vende acqua in bottiglia, bibite, biscotti secchi tipo le nostre gallettine, banane piccole e dolci, the' e uova che non so quanto fresche possano essere. E' il punto piu' vicino dove posso acquistare qualcosa da mangiare o da bere. Alla guest house abbiamo a disposizione acqua bollita e filtrata. L'acqua minerale non la compro mai, meglio non produrre rifiuti in plastica!
Un saluto a chi legge! Ora inforco la mia bici fucsia e torno a casa, e' quasi ora di pranzo.


venerdì 13 gennaio 2012

Una bici color fucsia



Oggi sono andata al supermercatino, a visitare una guest house sul mare e a incontrare una coppia di italiani che vive qui. Sono andata con il taxi e ho fatto bene, perche' il ritorno sarebbe stato tutto in salita. Una salita leggera, ma considerato il sole a picco,  il caldo, il traffico e la mia schiena, (che va meglio ma ancora non e' guarita),  non mi  e' sembrato  il caso di fare esperimenti.
Andare in bici, invece, qui per le vie di Auroville e' molto piacevole, e' quasi tutto in piano, in parte pavimentato e in parte sterrato. Lo sterrato e' di terra rossa, le auto sono poche, giusto qualche taxi, qualche mezzo meccanico per sgombrare le strade dagli alberi caduti che sono tantissimi, poi ci sono motorini, bici e gente a piedi, ma e' molto tranquillo, l'aria tra i capelli da' una senzazione di quasi fresco. Si', quasi fresco, ma appena ti fermi una vampata di caldo ti assale e cominci a sudare. E pensare che e' inverno, anche qui e' stagione "fredda'.

Ho mangiato alla solar Kitchen. E' un posto non lontano da casa (10 minuti in bici) e' economica e buona, solo un po' troppo sana. Riso, verdure, sughetti con verdure, zuppe di vario genere, niente grasso, niente formaggio, niente carne. Per bere acqua e limone. Rischio di tornare a casa sana come un pesce.
Il menu' cambia ogni giorno della settimana. Ci si mette in coda si prende un piattone di alluminio a scomparti, tre cuoche te lo riempiono con i vari cibi, ti becchi un bicchiere di acqua e limome e stop. C'e' posto a sedere sia al coperto che all aperto. Finito di mangiare risciacqui il piatto  e dividi le stoviglie in diversi comparti pronte per essere lavate. C'e' sempre tantissima gente soprattutto a pranzo, direi centinaia di persone, ma la coda e velocissima, e poi  . .  . c'e' tempo e chi ha fretta?