domenica 29 gennaio 2012

e capita di andare al mare

Ieri domenica ho deciso di andare al mare insieme a un po' di persone che ho conosciuto qui, un giorno di relax.
La temperatura era ottima, faceva caldo ma soffiava un bel venticello che attutiva il calore senza sollevare la sabbia. L'acqua del mare piacevolissima, ma fare il bagno nell'oceano e' cosa solo per nuotatori esperti.
I pescatori riparavano le loro reti, donne tamil chine sul bagnasciuga cercavano sotto la sabbia minuscole conchiglie che utilizzano per preparare un qualche sughetto da accompagnare il tipico piatto di riso. Sulla sabbia ormeggiate le barche da pesca, tante, tutte in fila, colorate.
Ogni volta che vedo la spiaggia e i villaggi dei pescatori non posso non pensare non solo al ciclone che ha danneggiato di recente   le loro case, ma anche al terribile tsunami del 2004 che ha distrutto anche le loro barche. In effetti le barche che vedo oggi sono molto semplici ma sono in buono stato, spero siano quelle che hanno ricomprato con gli aiuti umanitari.

Verso le 4 i pescatori hanno cominciato a mettere le barche in acqua, e' un'operazione molto faticosa! Spingono in gruppo, i corpi magri  tesi, neri, lucidi di acqua e di sudore, poi saltano sulla barca che si impenna piu' volte prima di superare il punto in cui si infrangono le onde. Pian piano si allontanano li seguo con lo sguardo e presto scompaiono.

Tra le persone he hanno condiviso con me questa rilassante giornata al mare c'era anche Maria Monti: attrice, cantante e compagna di Giorgio Gaber. Anche questo puo' succedere.









venerdì 27 gennaio 2012

Se c'e' il predatore . .

Continuo a girare in bici, il buco piu' grosso e' stato riparato, ma sicuramente ce ne'e' ancora uno . . .come ho risposto a Mauro, devo farla gonfiare un giorno si' e l'altro anche ma la utilizzo piacevolmente. Ho imparato amche a fare le stradine alternative dove e' possibile, in modo da non mangiare troppa polvere. Le strade principali  a volte sono pavimentate, ma non sempre e dove non lo sono le motorette (tante) le auto, i tuc tuc sollevano una polvere rossa che entra dappertutto, inoltre non amo molto guidare a sinistra nel traffico. Qui in zona non e' terribile come sulla strada che porta a Pondicherry, ma e' pur sempre un traffico indiano a cui noi non siamo molto abituati. Loro   suonano il clacson per cortesia, per farti sapere che ci sono e ti hanno vista, ma ti superano in due mentre dalla parte opposta arriva un'auto, altre tre motorette e un trattore carico di legname! Facendo i sentierini devo scansare le mucche e le capre e mi devo fermare se arriva una motoretta dalla parte opposta, ma almeno c'e' poco traffico e non ci sono le auto. Un altro animale che incontro spesso, molto spesso e' la mangusta, a volte sono famigliole intere che attraversano il sentiero. Se c'e' il predatore c'e' anche la preda dicono in Africa e questo vale anche per l'india. Se c'e' la mangusta c'e' anche il serpente, finora non l'ho' ancora incontrato e spero proprio di non vederlo.

lunedì 23 gennaio 2012

Un pranzo a sorpresa

Ieri, domenica, non avevo nessun programma. Non ho preso la bici, ho deciso di provare a fare una camminata verso Kuilapalayam (uno dei villaggi tamil) magari ci arrivo a piedi, mi son detta,   magari a meta' strada chiamo l'oto (il tuc tuc, qui lo chiamano oto)  e ci arrivo in tuc tuc o magari non faccio nulla di tutto cio' e torno indietro.
Dopo 10 minuti di camminata mi si accosta un'auto con i vetri oscurati e una signora molto elegante apre il finestrino e mi chiede se voglio un passaggio. Vado solo al villaggio le rispondo, ma accetto un passaggio, perche' no? Chiacchieriamo un po' in francese e un po' in inglese. Lei e' di origine canadese ma vive qui con il marito da trent'anni, ha una figlia che ha appena avuto un bimbo. E' aurovilliana si' ma mi dice che vive un po' staccata dalla comunita' di auroville. Mi dice che sta andando a Pondy per qualche commissione, se voglio andare anch'io . . . L'auto, guidata da un autista tamil,  e' comoda e fresca, perche' no? Accetto.
La seguo a fare le commissioni: in una macelleria dove ci sono piu' mosche che aria da respirare compra un saccone di carne, e' per i cani, lei e' vegetariana. Andiamo poi in un bellissimo negozio di frutta e verdura dove anch'io mi compro un po' di frutti esotici: il frutto della passione, l'avocado e una specie di strana mela che non conosco affatto.
Poi mi chiede se mi interessa pranzare in un ristorante tamil. Sfonda una porta aperta, ma certo, perche' no?
Entriamo quasi tutti i clienti sono indiani, solo a  un paio di tavoli ci sono europei, turisti? aurovilliani? non so.
Ordiniamo uno dei piatti tipici il Thali.  E' un piatto vegetariano come lo sono tutti i piatti tipici della cucina del sud.
Ora io ricordo di aver gia' mangiato il thali in uno dei miei primi viaggi in India, ovviamente non sapevo da che parte cominciare, ricordo che, con i compagni di viaggio, lo abbiamo mangiato con le posate assaggiando qua e la', chiedendo al cameriere, ma  senza capire bene, da cosa si doveva iniziare e come e con cosa si doveva mangiare. Ora con la signora Clare ho imparato.
Il piatto viene servito su una specie di vassoio il cui fondo e' coperto da foglie di banano e sul quale sono appoggiate intorno una dozzina di coppette contenenti  salse e zuppe di diverse consistenze e colori. Al centro un po' di riso, un ciapati e due pezzi di un pane fritto, croccante, molto leggero ( non ricordo il nome, ma e' molto usato).
Le ciotoline devono essere tolte dal vassoio e posate sul tavolo.
Si mangia con le mani, anzi con LA mano. (questo lo sapevo bene) Si deve esclusivamente usare la mano destra, la sinistra rigorosamente nascosta sotto il tavolo. Si spezza il ciapati, si versa una delle salse sul riso e si inizia a mangiare utilizzando il ciapati a mo di cucchiaio e poi si continua appallottolando il riso con la mano e portandolo alla bocca utilizzando il dito medio e l'anulare.  Il cameriere passa tra i tavoli e aggiunge riso bianchissimo man mano che il cliente lo richiede. Volendo si possono avere uun paio di salsine speziate.
Ad una ad una si versano sul riso e si consumano tutte le zuppette, hanno sapori molto diversi e sono tutte  buone.
Ce ne sono tre che devono essere consumate per ultime, e bisogna sapere (o chedere) quali sono. Su due non avevo dubbi, una si presentava come uno yogurt e un'altra aveva l'aspetto di un dolce di zucca gialla, ma la terza quella che deve essere consumata per ultima aveva un aspetto di una normale zuppa liquida salata e un po' acidula, e' quella che aiuta la digestione, ma se non sai qual'e' . . . .  rischi di mangiarla da aperitivo.
Ottimo e interessante pranzo. Da bere, unica pecca, niente birra ne' tantomeno vino,  sempre acquette o the saporiti con limone o sciroppi aciduli o dolciastri. 
Tornate da Pondy, Clare ha insistito per accompagnarmi fino al gate di Samasti. Quella che doveva essere una lunga e calda camminata si e' trasformata in un giro in auto con aria condizionata, in un ottimo pranzo al ristorante e una piacevole chiacchierata con una canadese trapiantata in India.


venerdì 20 gennaio 2012

La casa di Donata



La mia bici fucsia ieri mi ha tradita, aveva una gomma a terra e l'ho dovuta lasciare a casa. Mi sono fatta un giro a piedi, sono stata in 'centro' alla Towm hall dove c'e' la banca, volevo controllare il mio conto. Ho incontrato Donata, un' italiana che ha una bellissima casa sul mare. Mi ha proposto di andarla a trovare e, pronti via  ho accettato. Siamo partite con il suo motorino e zigzagando tra  buche, motorini, pullman puzzolenti, mucche e cani siamo arrivate ad un piccolo villaggio Tamil sul mare. E' abitato da pescatori, e' India vera con tutto il suo fascino e la sua poverta'. La casa di Donata  e' un po' alta sul livello del mare, un  centinaio di palme da cocco proiettano una piacevole ombra sul prato dove sorge. A piano terreno ha un soggiorno molto accogliente arredato con mobili in vimini. Vi si accede attraverso quattro ampie arcate; davanti la vista sul prato, sulla spiaggia dove sono ormeggiate le barche dei pescatori e sull'oceano. Un sogno!
Al primo piano ha la camera da letto e mi ha detto che aveva anche una terrazza, ma la terrazza non c'e' piu',  il ciclone l'ha portata via.    Il ciclone si e' portato via tutti i mobili del soggiorno e ovviamente tutti gli arredi: le tende, le lampade i vasi  e i soprammobili nonche' lenzuola e asciugamani. Hanno recuperato sul prato e sulla spiaggia molti oggetti e quasi tutti i mobili. Hanno dovuto lavorare un bel po' per rimetterli in sesto (oltre ad essere sepolti nella sabbia erano anche zuppi d'acqua) ma ora, dopo aver recuperato, ripulito e riverniciato,  la casa e' di nuovo  normale. I pescatori raccolgono le reti tra le barche colorate,  l'oceano blu da lontano pare essere calmo, due cani scorrazzano sul prato, un'amaca dondola silenziosa nell'aria tiepida.
Le case modeste dei pescatori hanno subito danni molto gravi, alcune sono crollate e ci sono stati anche dei morti. Ora, a distanza di tre settimane, anche gli abitanti del villaggio hanno rimesso in sesto cio' che potevano e hanno ripreso le loro attivita' serenamente. I pescatori sono tornati alle loro barche,  una vecchia intreccia foglie di palma per rifare tettoie distrutte, un'altra raccoglie legna da ardere, i bambini giocano festosi e sorridenti come se nulla fosse successo,  una donna frigge qualcosa in una padella sulla strada, sono patate e banane, ne compriamo un po',  noi risolviamo la cena e lei si guadagna la giornata.




domenica 15 gennaio 2012

Happy Pongal

Tre giorni di festa per il Pongal.
E' la festa della terra, del raccolto del riso e delle mucche. Le corna delle mucche vengono dipinte e decorate con fiori. Viene preparato un cibo particolare, a base di riso, che viene offerto a tutti   mucche comprese.

Oggi la Solar Kitchen (uno dei miei posti preferiti per mangiare) e' chiusa quindi andro' al villaggio in un ristorantino che avevo gia' adocchiato un paio di giorni fa facendo uno dei miei giri in bici.
Da che sono qui ho mangiato carne una sola volta: pollo. Molto buono ma quando mangio vegetariano sto meglio e devo dire che non sento affatto il bisogno della cucina italiana. Sara' il clima caldo, sara' che la cucina vegetariana e' molto ben condita e appetitosa, sara' perche' sono curiosa e mi piace assaggiare cio' che il posto propone, ma non sento la mancanza di nulla. Chissa' se fra un po di settimane mi verra' voglia della pizza o di un bicchiere di vino ?
Il bere si' e' un po spartano: acqua o acqua e limome o acqua. Ieri, tornando dal villaggio Kulukalajam mi sono fermata al chioschetto che c'e'  al bivio tra la strada che porta al centro di Auroville e la deviazione per Samasti (dove abito) mi sono concessa una pepsi: lusso lusso. Un po' caldina per via della mancanza di elettricita' o per via della mancanza del frigorifero. Il chiosco vende acqua in bottiglia, bibite, biscotti secchi tipo le nostre gallettine, banane piccole e dolci, the' e uova che non so quanto fresche possano essere. E' il punto piu' vicino dove posso acquistare qualcosa da mangiare o da bere. Alla guest house abbiamo a disposizione acqua bollita e filtrata. L'acqua minerale non la compro mai, meglio non produrre rifiuti in plastica!
Un saluto a chi legge! Ora inforco la mia bici fucsia e torno a casa, e' quasi ora di pranzo.


venerdì 13 gennaio 2012

Una bici color fucsia



Oggi sono andata al supermercatino, a visitare una guest house sul mare e a incontrare una coppia di italiani che vive qui. Sono andata con il taxi e ho fatto bene, perche' il ritorno sarebbe stato tutto in salita. Una salita leggera, ma considerato il sole a picco,  il caldo, il traffico e la mia schiena, (che va meglio ma ancora non e' guarita),  non mi  e' sembrato  il caso di fare esperimenti.
Andare in bici, invece, qui per le vie di Auroville e' molto piacevole, e' quasi tutto in piano, in parte pavimentato e in parte sterrato. Lo sterrato e' di terra rossa, le auto sono poche, giusto qualche taxi, qualche mezzo meccanico per sgombrare le strade dagli alberi caduti che sono tantissimi, poi ci sono motorini, bici e gente a piedi, ma e' molto tranquillo, l'aria tra i capelli da' una senzazione di quasi fresco. Si', quasi fresco, ma appena ti fermi una vampata di caldo ti assale e cominci a sudare. E pensare che e' inverno, anche qui e' stagione "fredda'.

Ho mangiato alla solar Kitchen. E' un posto non lontano da casa (10 minuti in bici) e' economica e buona, solo un po' troppo sana. Riso, verdure, sughetti con verdure, zuppe di vario genere, niente grasso, niente formaggio, niente carne. Per bere acqua e limone. Rischio di tornare a casa sana come un pesce.
Il menu' cambia ogni giorno della settimana. Ci si mette in coda si prende un piattone di alluminio a scomparti, tre cuoche te lo riempiono con i vari cibi, ti becchi un bicchiere di acqua e limome e stop. C'e' posto a sedere sia al coperto che all aperto. Finito di mangiare risciacqui il piatto  e dividi le stoviglie in diversi comparti pronte per essere lavate. C'e' sempre tantissima gente soprattutto a pranzo, direi centinaia di persone, ma la coda e velocissima, e poi  . .  . c'e' tempo e chi ha fretta?

giovedì 12 gennaio 2012

Dall India




Eccomi: India - Tamil Nadu - Auroville .Sono qui da tre giorni. Un po di tempo per arrivare a destinazione, un po di tempo per capire dove sono e chi sono ed eccomi pronta.
Sono arrivata con il buio in un luogo distrutto dal ciclone: pali della luce a terra alberi abbattuti. La zona tutta ancora senza elettricita.Le strade principali sono sgombre ma la furia del ciclone e ancora perfettamente visibile ovunque.
A lume di candela mi hanno accolta Marika e Devajanni. Ho una cameretta molto carina al primo piano della guest house. C e un generatore che da luce sufficiente. Tutto intorno una natura selvaggia, purtroppo gli alberi piu grandi sono stati spezzati  e foglie e sterpaglia sono ovunque anche se molto lavoro e gia stato fatto.
La prima notte mi hanno accompagnata canti e grida di uccelli sconosciuti che stavano appollaiati e forse ancora piangenti sugli alberi che ospitavano i loro nidi. Verso l alba un pavone ha cantato sotto la mia finestra per circa un ora. canta bene, ha una bella voce, parte dalle note piu basse e si alza sempre piu, molto melodiosa, ma ragazzi, alle 4 della mattina . . .  Le finestre ovviamente si tengono aperte, fa caldo, mi copro giusto con il lenzuolo.
Ho cominciato ad esplorare la zona. Il primo giorno (martedi) sono andata in taxi per le formalita burocratiche, mi sono registrata, ho aperto un conto e ho ricevuto una specie di carta di credito. Il secondo giorno ho passeggiato a piedi, poi Marika mi ha fatto preparare una bella bici color fucsia e ora pedalo.
Stamattina sono stata al villaggio Tamil, ho fatto un po di spesa, mi sono comprata una carta sim indiana. Tornando a casa ho sbagliato strada, cosi ho cominciato a conoscere bene la zona : pedala pedala sono arrivata in tempo al ristorante dove avevo appuntamento con una signora italiana che si chiama gianna e che e qui per un mese circa.
Ho mangiato con lei qui all ARKA ho approfittato dell internet point dal quale sto scrivendo. Dopo inforchero la mia bici fucsia e tornero  a casa. Credo che passero il pomeriggio a leggere e riposare . . . 






giovedì 5 gennaio 2012

E di casa Bonasera

Vi saluta la befana.
Oggi 5 gennaio vigilia della befana.

La mia schiena, dopo il colpo della strega del 24 dicembre, sta migliorando. Ho deciso di partire comunque, a meno che non intervenga qualche altro guaio. In questo caso, ben, vuol dire che non era destino.

Nel tamil Nadu a fine dicembre si è abbattuto un ciclone molto violento tantissimi danni e più di 30 morti tra gli abitanti dei villaggi della costa.

Ad Auroville sono ancora senza elettricità, tanti alberi abbattuti, ma per fortuna nessun morto nè ferito.

 



domenica 1 gennaio 2012

Dove si va quest'anno?


INDIA
Sto impostando il blog. Ancora non so se partirò. Oggi è il primo gennao 2012, tutto tace è quasi sera ma la città sembra dormire.