lunedì 25 febbraio 2019

Il palazzo degli specchi e il ritorno verso l'Italia


Oggi è il 26, ho ancora fotografie che pubblicherò dopo.

Ieri abbiamo di nuovo cenato con Bill e Larsen, molto piacevoli, diversi tra loro ma entrambi interessanti.

Bill che conduce una vita simile a quella di Leo, voleva sapere da Leo se e quali tipi di farfalle ci sono nella sua zona se sono uguali a quelle che ha lui, Ci sono anche dei cespugli particolari che fanno fiori molto graditi alle farfalle. Chiacchierata sulla natura.
Bill rientrerà in California tra una settimana ed è contento perché inizierà presto la primavera.

Larsen rimane in Thailandia, dovrà andare in Svezia un paio di mesi per sistemare le ultime cose.

Cosa buffissima: Bill legge molto, gli ho chiesto e gli ho parlato del mio reader che in viaggio è veramente comodo. Lui legge ancora su carta, ma trova libri in inglese ovunque.

Mi ha detto che stava leggendo un libro sull’ultimo re della Birmania, anch’io gli ho detto sto leggendo un libro che parla anche dell’ultimo re della Birmania. Scopro che è lo stesso libro: Il palazzo degli specchi di Amitav Gosh! Mirror’s Palace ovviamente in inglese.
Veramente buffo con tutti i libri che ci sono al mondo.

Stamattina invece siamo partiti da Nai Harn e ora siamo qui a Phuket Town nel nostro Chinotel, nella nostra camera, la 305.
Domani alle 12 prendiamo il taxi per l’aeroporto che dista almeno un'ora e mezza. Alle 12 dobbiamo liberare la camera e va giusto bene, arriveremo con un buon anticipo, il volo per Singapore è alle 18, poi da Singapore prenderemo il volo diretto per Milano che dopo 13 ore, alle 6 della mattina, del 28 si scaricherà a Malpensa

venerdì 22 febbraio 2019

Bill e Larsen

Un americano e uno svedese, i nomi parlano da sè. 
Larsen lo avevamo già conosciuto lo scorso anno. Un bell’uomo di 65 anni, andato in pensione ha deciso di cambiare vita, ma non è un noiosone, anzi.
Già lo scorso anno abitava qui a On the Rock, aveva affittato una camera. 
Ora dice che a Stoccolma ha venduto tutto ha solo qualche scatolone a casa di un amico, vivrà qui anche quest’anno. E' un bel signore  molto interessante.

Bill lo avevamo già visto più volte, ma non avevamo mai chiacchierato. 
Bill è un vecchietto, direi che è sugli ottanta, ma potrebbe averli passati da un po’.
Capelli bianchissimi, viso con chiazze rosse tipiche dell’età avanzata, porta in testa un berretto, un basco blu, indossa tee shirt e calzoni corti, calze e scarpe ginniche, annodato al collo ha sempre un foulard,  cammina molto, lo abbiamo sempre visto arrivare a piedi e sedersi a bere una birra.

Stasera erano  insieme a tavola, per cenare e noi abbiamo salutato Larsen e ci siamo uniti a loro.
Connversazione piacevole.

Bill è americano,  ha una casa (una cabins)  in montagna nel Nord della California, praticamente un vicino di casa di Leo e come lui vive in mezzo alla natura. La città più vicina è Tahoe.  Anche intorno a casa sua ci sono caprioli, volpi, orsi.
E’ un uomo tosto, si vede che ha una scorza dura, mi incuriosiva molto questo vecchietto strano, un personaggio di altri tempi e soprattutto di altri mondi.
Non so se sia o se sia stato sposato,  dice che le donne dopo un po’ si stancano di vivere in montagna; vanno in città o per andare dal parrucchiere o per incontrare le amiche, insomma lui in questa cabin vive da solo. Legge molto.

In inverno sta in giro un po’ di mesi, è stato  in Thailandia, qui a Phuket, poi si è spostato  in Birmania per 20 giorni ed è tornato per fare un altro mese in Thailandia.

Larsen invece lo conoscevamo già. Va molto in bici. fa yoga, è uno sportivo, è molto atletico, e starà qui tutto l’anno.

E’ stata una serata molto piacevole. Due personaggi interessanti che non sono qui per avere a disposizione le giovani prostitute tailandesi, come fanno molti. 
(Si purtroppo si vedono molti nonni con nipotine per mano, sono penosi.)

Oggi abbiamo visitato casa di Larsen, gli hanno costruito un hut, un capanno subito oltre il nostro bungalow, è molto carino. Ha tutto, un letto di bambu, un bagno alla turca con doccia, frigorifero e connessione wifi. Certo noi settantenni e oltre è ora che viviamo con qualche confort in più e meno insetti intorno, ma Larsen ha 65 anni e può ancora farlo come l’ho fatto io anni fa ad Auroville.

Una gita fuori porta









mercoledì 20 febbraio 2019

Cambiare vita? Anche no.


Gente che ha fatto la scelta di cambiare vita. In meglio? MA? Io ho dei seri dubbi.

Basta Italia! Qui  non si può più vivere etc etc. In quanti lo hanno detto e lo dicono? Qualche volta lo dico  anch’io.

Qualcuno lo ha fatto, ma gli italiani che vedo qui non mi sembrano tra i più felici, mi sembrano più che altro annoiati e piatti. Non parlo di chi si è stabilito qui da giovane, no, questi hanno una attività, una famiglia, fanno una vita diversa e forse migliore che in Italia.

Gli altri.
In spiaggia se ne vedono diversi, alcuni li ‘conosco’ dallo scorso anno. Tremendamente noiosi.

Uno magrissimo un po’ biondo (ossigenato) lo vedo tutte le mattine e a volte anche nel tardo pomeriggio. La sua attività è trovare qualche italiano con cui scambiare quattro chiacchiere per almeno due o tre ore e domani di nuovo, con gli stessi o con altri malcapitati. In genere è circondato da un gruppetto di almeno tre persone, stanno in piedi nell’acqua o in piedi sulla spiaggia, parla quasi sempre lui. Passando vicino acchiappo brandelli di conversazioni: la pizza o il calzone ben preparato, più o meno cotto, cibo, bagni, saune, dove è meglio, dove è peggio, dove c’è una bella doccia., dove l’acqua è più fresca . .. . .  Per fortuna con Leo parlo inglese e non si è mai accorto che sono italiana.

Anche Leo ed io siamo stati acchiappati da un personaggio simile, inizialmente almeno per educazione ti fermi e fai due chiacchiere, ma se ti accorgi che poi è difficile uscire dalla rete in cui sei stato catturato che fai?  Appunto se lo conosci lo eviti.

C’è una bella spiaggia lunga quasi un km. Molte persone camminano su e giù anche per allenamento, per tenersi in forma. Leo ed io anche la percorriamo più volte al giorno, è una bella camminata che interrompe piacevoli nuotate. Ora però stiamo più attenti, ci guardiamo intorno se vediamo il personaggio avvicinarsi,  rapidamente ci buttiamo a mare.

Che dire?Questi personaggi hanno generalmente una moglie thailandese (che non compare mai)  Da ciò che raccontano  mi sembra che vogliano essere ammirati e invidiati per la bella vita che conducono qui, ma soprattutto mi sembra che cerchino di convincere se stessi di aver fatto una scelta astuta. Sì, la vita trascorsa così a passeggiare e chiacchierare per 365 giorni l’anno, tutti i santi giorni, è proprio una bella vita, interessante e piena. Boh? Piena di vuoto penso io.  Hanno l’aria così annoiata!

Non cambierei la mia vita con la loro, questo è certo.

Al tramonto sulla strada verso ao sane





Cena al tramonto. I tramonti sono quasi sempre così, limpidi, il sole diventa una palla di fuoco, si appoggia sull'acqua e in 4 minuti scompare

C

sabato 16 febbraio 2019

giovedì 14 febbraio 2019

Ao Sane e stanza S1




VISTA DALLA STANZA S1

Paradiso


Paradiso, sì, il paradiso dovrebbe essere così.
A Phuket abbiamo alloggiato prima per qualche giorno nel bungalow C1 che è di fronte alla piscinetta, ma al piano terra. Poi dal 10 siamo stati alla camera S1 che è sotto il ristorante, ma si affaccia direttamente sul mare.
Ora siamo nel bungalow A2 Davanti alla piscinetta, ma al primo piano, una meraviglia. Staremo qui fino alla fine della vacanza.
Mi godo giorno per giorno, senza fare nulla di particolare.

La mattina a volte vado da sola ad Ao Sane. Le spiagge sono piccole, ma la gente arriva dopo le 10 e io posso nuotare tra i pesci, che qui sono molti e bellissimi, da sola.
Tanti pesci colorati che ho già visto in altri mari, certo, per mia fortuna, e in tempi quando il turismo di massa non era ancora arrivato a devastare,  sì perché il turismo di massa devasta. Bus e grandi barconi scaricano sulle spiagge orde di persone poco o niente sensibili e consapevoli dei danni che possono portare.

Ora sono sempre più rari i posti dove poter vedere queste meraviglie, ma nonostante tutto Ao Sane, non è più certo come 30 o 40 anni fa, ma è ancora interessante.
La mattina sono sola con i pesci, con maschera e pinne mi muovo adagio e guardo e loro guardano me. Quando sto ferma si avvicinano che quasi li potrei toccare. Ho visto una stella marina molto grande e di colore viola, bellissima.  

Leo mi raggiunge più tardi e facciamo colazione ad Ao Sane. Lui ha visto questi mari 40 anni fa o più ed è più interessato a nuotare che a vedere. Lo posso capire.

Altre volte invece resto a Nai Harn, cammino un po’ sulla lunga spiaggia e poi facciamo lunghe nuotate in questo mare calmo e caldo. C'è gente, ma lo spazio è tanto, c'è posto per tutti.

Siamo andati un giorno a Rawai, a Rawai non si può fare il bagno, ci sono le maree e il fondo è fangoso, come a Krabi, ma è stata interessante la camminata lungo la spiaggia e  vedere i negozi e le quantità di pesce che presentano i vari venditori:  diversi tipi di granchi, di gamberi, di aragoste, di conchiglie, pesci vari di ogni colore e dimensione, veramente impressionante. Metterò qualche foto.

Mi sono informata per andare un giorno in una delle isole vicine, ce ne sono tante e bellissime, però . . . . avrei dovuto imbarcarmi con almeno altre 30/40 persone e seguire il ‘programma’ . Ci ho pensato un po’, ma, grazie no.  Appunto, per mia fortuna ho visto già mari bellissimi, ora mi accontento, si fa per dire, delle spiagge vicine a Nai Harn.

martedì 12 febbraio 2019

PHUKET foto, siamo arrivati!

CASA N. 1


DALLA CASA N. 1 bungalow C1

IL GIORNO DEL MIO COMPLEANNO.   70 !


SPIAGGE 

AO SANE

sabato 9 febbraio 2019

Rawai rawai rawai


Decidiamo di anticipare di qualche giorno il nostro soggiorno a Phuket.
C’è un servizio via mare giornaliero da Krabi per Phuket, ok, si può fare.
Mi attacco ad internet, ora bisogna cercare una camera a Phuket town (visto che arriveremo verso sera) e sentire se hanno una camera o un bungalow libero a Naiharn.

Trovo la stanza al Chinohotel e anche trovo posto per due giorni dopo al nostro amato On the Rock.

Il viaggio non è dei più comodi, mi sembra di fare un balzo indietro nel tempo: Il traghetto attracca al largo, dalla spiaggia lo raggiungiamo con i barconi. Ringrazio di avere un bagaglio piccolo!
Le valigie e gli zaini vengono letteralmente scaraventati dentro i barconi  senza tanti complimenti, noi passeggeri, dobbiamo entrare in acqua fino alle ginocchia per poter salire, ovviamente con le scarpe, i pantaloni etc.. Pochi minuti di navigazione e ci avviciniamo al traghetto che ci porterà a Phuket. Qui di nuovo i nostri bagagli volano da un’imbarcazione all’altra uno ad uno e noi veniamo tirati dentro  a viva forza  un piede qui, l’altro là, ti aggrappi ad una corda, una mano che ti aiuta a sollevarti, un balzo e sei dentro. 
Povero il mio computer penso,  l’ho imballato bene tra gli abiti ma è nel trolley.
Visto che sono qui che scrivo ha superato l’esperienza indenne.

L’arrivo a Phuket è più dolce, intanto è un porto e non dobbiamo più scendere in acqua con i bagagli in testa, poi ci sono diversi minibus che ci aspettano pronti a partire per diverse destinazioni. Noi andiamo a Phuket town dove il nostro Chinhotel ci aspetta.
Una cenetta nel ristorante che già conosciamo, un giro per il mercato, è come essere tornat a casa. Un’altra casa.
Domani partiremo con il bus per Rawai.
La voce degli autisti la ricordo bene:  rawai rawai, Nai Harn, rawai, rawai rawai


Sul barcone



Il travaso


martedì 5 febbraio 2019

Krabi le spiagge i bungalow

Dopo una camminatina di 10 minuti arriviamo al resort prenotato con booking, il Rapala.
Una lunga scala ci porta alla reception, per i bagagli hanno un montacarichi.
Ci assegnano il bungalow 19. Alcuni bungalow hanno aria condizionata, ma io ne avevo prenotato uno tra  i meno costosi, solo con il ventilatore.
Molto basic, in bambu, con terrazzino e un’amaca che ovviamente ho utilizzato. Il letto è buono, tutto sommato è carino, situato lontano dalla reception, tranquillo,  ciò che mi sconvolge è il bagno.

Ha una doccia, la tazza, tutto quasi normale, ma, c’è un ma.
E’ situato più in basso rispetto alla stanza e si devono scendere quattro gradini, senza nessun mancorrente, rivestiti di ceramica, sdrucciolevoli anche da asciutti, figuriamoci da bagnati. Gli ultimi due gradini poi arrivano proprio sotto la doccia. Sempre bagnati.
Noi siamo anzianotti e dobbiamo fare molta attenzione, ma anche per i giovani sono pericolosissimi.
Ci metto sopra un asciugamano di spugna e un tappetino, almeno per ricordarci di fare attenzione.

La spiaggia dove si può fare il bagno si trova dalla parte opposta del promontorio, da dove siamo noi dista almeno 20 o 25 minuti a piedi, un po’ faticoso con il caldo, ma nulla sarebbe se non fosse che tutta la zona è un continuo tra negozi, bar, ristoranti e resort molto molto invadenti. Tutti molto cari, alcuni lussuosissimi. Non sono palazzi, sono costruzioni basse, ma la natura che sta intorno la si può solo immaginare.
Molta gente che passeggia e musica, ogni bar ha la sua musica ovviamente di gusto occidentale, americano. Aiuto!

La spiaggia è uno spettacolo, anzi sarebbe uno spettacolo. Anche questa è da immaginare con meno gente, meno ristoranti e resorts, meno imbarcazioni. Ci sono solo due zone dove si può fare il bagno, tutta la parte centrale è dedicata agli spostamenti dei barconi che accompagnano i turisti avanti e indietro nelle escursini. Aiuto!

In mezzo alla spiaggia c'è un gazebo bianco e rosso che occupa un bel po' di spazio, verso sera accendono luci e candele, preparano un tavolo con abbondanza di bicchieri piatti e posate, E'  tutto uno sfavillio di lucine e colori e una coppia, due persone due, si siedono per una cena romantica! Sarà pure una ricorrenza speciale, ma cenare guardati come allo zoo da tutti quelli che passeggiano avanti e indietro in spiaggia mi sembra penoso. Non c'era un posticino più tranquillo, Aiuto!

Leo era già stato qui anni fa ed è abbastanza disgustato, io molto contenta di averla vista, perché immaginando come doveva essere ha un gran fascino, ma . . . . 
Andiamo pure via.


Bungalow n. 19

Resorts


Tranquillo gazebo per cenetta romantica 

lunedì 4 febbraio 2019

Krabi


KRABI
Arrivati a Krabi, fuori dal piccolo aeroporto troviamo facilmente il bus che ci porta ad Ao Nammao pier  che è il punto di partenza delle long-tail boats. La barca più grande parte alle 12,30, ma visto che siamo in tanti ci fanno partire con le long-tail che sono dei barconi che fanno servizio taxi. 
Saliamo in 10 o 12 per barca con i nostri bagagli, per fortuna i nostri sono piccoli e leggeri!
In 20 minuti circa siamo a Rayavadee. Un promontorio roccioso con due spiagge raggiungibili  solo via mare.
La natura intorno è uno spettacolo, alti roccioni rossicci a picco sul mare, ricoperti da una intricata vegetazione, ambiente ideale per  le scimmie che sono numerose.
Mi sento veramente immersa nei mari del sud-est asiatico. 

C'è bassa marea e dobbiamo scendere all'inizio della passerella, è una  passerella fatta di cubi di plastica galleggianti. La percorriamo tutta barcollanti, con i nostri bagagli. Sono  100 mt. e più. 
Con grande stupore mi accorgo che il mare ha lasciato scoperto il fondale che non è di sabbia, ma di terra e pietre!

Mangrovie enormi mostrano le loro radici come grandi ragni appoggiati nel fango. Ben, si capisce subito che questa  ‘spiaggia’ bella e inospitale non è adatta per fare il bagno. Ha un gran fascino però.
Non ci sono auto, solo carretti spinti a mano  e un grande trattore con le ruote mezze sepolte dal fango che fanno la spola tra le barche e la riva  per trasportare le merci: sacchi di riso, acqua minerale, detersivi, saponi, bombole del gas . . . tutto ciò che occorre arriva via mare.







sabato 2 febbraio 2019

La Thai Airways che delusione!


31 gennaio dopo una notte trascorsa all’affascinante quanto decadente Broadland di Madras siamo pronti a partire.

Daria per Torino, Roberto per Colombo e Leo ed io per Bangkok e Krabi.

Partiamo insieme alle 20 del 30 gennaio, il primo ad entrare è Roberto che ha il volo 10 minuti dopo mezza notte Noi tre li abbiamo verso l’1,30. Dopo i vari controlli possiamo prenderci un caffè insieme nell’area dei gates.
Saliamo sull’aereo della Thai Airwais con grandi aspettative perché ha la fama di essere una delle migliori compagnie.
Avevo viaggiato una sola volta, molti anni fa ed ero stata sorpresa dalla gentilezza, dal cibo  e dal servizio. Un'orchidea in omaggio a tutte le donne. Non è più così

Di fianco a noi vedo l’aereo della Jet Airways sul quale è imbarcata Daria. Loro dovrebbero partire 10 minuti dopo di noi. In realtà noi siamo in ritardo, partiamo  un’oretta dopo.
L’aereo è comodo, il volo è ottimo, ma nulla di eccezionale.
Arrivati a Bangkok con ritardo abbiamo poco tempo per fare tutta la trafila dei controlli passaporti e dei visti, temiamo fortemente di perdere il volo per Krabi.
Miracolosamente ce la facciamo, anzi dobbiamo anche aspettare al gate perché il volo ha un’ora d ritardo!
La thai, due voli, due ritardi.
Non è tutto, sul breve volo da Bangkok a Krabi ci viene offerta una specie di colazione: la peggiore mai avuta!
E’ un terribile panino caldo dal poco rassicurante nome ‘chiken carbonada’ il pane è spugnoso e crudo, l’interno anche peggio, pollo a pezzettini immerso in una salsa non meglio identificata, due morsi soli bastano a darti disgusto.  Sopra la scatola vediamo la scritta ‘da consumarsi entro il 2020’ chissà quanti anni fa è stato preparato?
DISGUSTOSO. Leo starà maluccio per tre giorni.
Scriverò alla Thai, non possono dare del veleno per colazione.