venerdì 31 gennaio 2014

Due parole tra una zanzara e l'altra

Com'è diverso il bestiario umano tra l'ambiente dei viaggiatori e quello dei turisti. In albergo è difficile fare conoscenza con le persone, tanto quanto è facile tra i viaggiatori. Tra viaggiatori si chiacchiera nelle guest houses, sui mezzi pubblici e in qualunque luogo. Ci si scambiano informazioni ed esperienze, si percorre magari un po' di strada insieme. Qui magari ci sono anche persone interessanti ma non occorre alcuno scambio.
Va ben mi stan mangiando le zanzare e me n vado.
Ho conosciuto comunque  una cinese che si chiama Lin Shua. Tipica cinese ricca e superficialissima.
Ora è andata a cena fuori perchè oggi è il primo giorno del capodanno cinese. E' qui con il marito.
A domani, ciaooooo

mercoledì 29 gennaio 2014

Qualche giorno di relax al Mango Hill con sorpresa

(PS del 30 gennaio: Le foto le ho pubblicate nel post precedente)

Purtroppo il server va e viene, quindi al momento non riesco a caricare le foto, ma appena posso lo farò.
Alla Joy da ieri pomeriggio stanno arrivando le persone che partecipano al workshop, noi piano piano abbiamo lasciato il posto. Richard, un canadese che parla poco o niente è andato all'ashram di Pondy, Antonella è andata, anche lei  a Pondy in una guest house, Christian rimane ad Auroville in un'altra guest house, io stamattina ho preparato il bagaglio, sono andato a farmi la lezione di yoga therapy, poi ho lasciato la stanza e ho chiamato un tuc tuc, alle 11,30 ero in un altro mondo. Il Mango Hill è un albergo molto carino, il  personale è indiano, ma come sempre succede negli alberghi, ha un'aria internazionale e potrebbe essere ovunque nel mondo. Per fare una vacanza, per staccare un po' dopo due mesi di India va MOLTO bene.
Ho una stanza carina  con un terrazzo che si affaccia sulla piscina.  Tutt'intorno ci sono alberi di vario tipo e molte palme, si è immersi nella natura, ma ci si sente protetti, niente insetti, nè serpenti, tutto è pulitino. Che bello! mi dico. Prendo possesso della camera, sistemo le mie cose e prima di tutto mi affaccio sul terrazino. All'angolo del terrazzo, in piedi sul parapetto c'è un bel mezzo metro di scimmia che cerca di agguantare qualcosa tra le foglie dell'albero. E' bella, marroncina e pulita, cerco subito la macchina foto, ma ovviamente non faccio in tempo a fotografarla, peccato perchè era vicinissima. Bene ora so che non devo lasciare nulla sul terrazzo, nè lasciare la porta aperta se io non sono in camera. Ora andrò a cena. ciaociao

Piccolo paradiso per qualche giorno

Così mi si è presentato il Mango Hill
Il mio terrazzino. Nell'angolo a destra, sul parapetto, c'era la scimmia in piedi , bellina, ma è scappata subito
Il mio bungalow è il primo a sinistra, non si vede, è coperto dalla vegetazione
La scimmia numero due

martedì 28 gennaio 2014

Christian

Christian è quel signore, con i capelli bianchi, che compare nella foto seduto di fianco a me alla Joy. Quando io sono arrivata ad Auroville lui era già qui e mi ha colpita subito il suo aspetto: capelli bianchi lunghi,  completamente vestito di bianco sempre. Chiacchiera volentieri, ma non parla molto di sè, però a poco a poco sono riuscita a capire il personaggio. Mi incuriosiva per il suo modo di abbigliarsi e per la vita che fa qui. E' anziano, non usa la bici,  lo vedo sempre uscire a piedi per andare a mangiare alla solar kitchen, lo vedo rientrare, a volte si rilassa sull'amaca, spesso siede ai tavoli della cucina comune e quasi ogni sera si cucina da solo qualcosa da mangiare. Chiacchiera un giorno chiacchiera un altro, finalmente comincio a conoscerlo. Vive a Parigi, Parigi gli piace molto. Non andrei a vivere fuori città, mi dice, vado qualche volta se sono invitato, ma non è la mia vita. Resti a Parigi anche d'estate? gli chiedo. Sì mi dice comunque non avrei i soldi per girare in Europa. Indago, perchè mi sembra tutt'altro che povero. Sei in pensione? Gli chiedo, Sì mi dice, ho una pensione non molto alta perchè nella mia vita ho lavorato poco. Ho lavorato due anni come educatore e per il resto ho fatto lavoretti tipo consegnare i giornali, ho fatto il decoratore, ma lavoravo circa una settimana al mese. Allora indago, ma cos'altro faceva? Avevi tanto tempo libero quindi, come lo occupavi? E qui finalmente viene fuori il personaggio. Ah, mi dice, scrivo. Scrive. Non ha mai pubblicato nulla, ma scrive su Internet ed ha sempre vissuto con i soldi dei 'lavoretti precari' e del minimo salario che il governo francese dà ad artisti, scrittori ecc.  Ah, mi dice abituato a vivere con pochi soldi quando ho cominciato ad avere il salario dal governo riuscivo anche a risparmiare. Quando si accorge che  capisco il francese cambia lingua,  dall'Inglese passa al francese ed è un fiume di parole. Scopro che è un filosofo, su Internet scrive su: repenser-le-christianisme.org ecco quale è stato lo scopo della sua vita. 

domenica 26 gennaio 2014

domenica 26

Solo un paio di cose: stamattina sono andata alla Windara farm per il 'corso' di massaggio theilandese . . . . . .fatto cose difficilissime che non sperimenterò su nessuno, ma è stato interessante. Più interessante ancora è stato parlare con il maestro che mi ha dato alcune informazioni su Chang Mai. La mia testa comincia a percorrere quei sentieri, anzi aveva già cominciato a camminare  in quella direzione da qualche tempo- Ogni informazione che mi arriva la prendo e la metto da parte, vediamo cosa ne verrà fuori.

Insomma stamattina eravamo in pochi, solo una ragazza delle Canarie (Mar) che sta decidendo di venire a vivere qui, un cinese di Pechino che è qui a fare volontariato e il maestro. Siccome sia il ragazzo cinese che Mar conoscono già un po' il massaggio thai ci ha fatto fare cose DIFFICILI!
Pomeriggio passato ad oziare sull'amaca, a leggere e a guardare le foglie e gli uccelli.

Ieri ho anche parlato con il mio maestro di massaggio ayurvedico, forse sarà possibile continuare a studiare questo tipo di massaggio, vi saprò dire se in febbraio la cosa andrà in porto.

Sono molto contenta, è sempre stimolante.

Venerdì pomeriggio sono andata a visitare la Sadana Forest,  magari ne parlerò in un prossimo post, stanno arrivando le zanzare e mi ritiro.

mercoledì 22 gennaio 2014

Animali d'ogni tipo

Quest'anno, come dicevo, ci sono pochi insetti, ma gli altri animali non mancano. Stamattina, verso le 11 mentre rientravo da yoga,  uno dei lavoranti indiani della guest house mi dice che era appena passato un cobra, Mmmmm meno male sono arrivata un minuto dopo, sì mi hadetto, l'ho visto tra l'erba e si è infilato in un buco proprio là. Insomma proprio in mezzo al prato della guest house a pochi metri dai bagni. Bene mi sono detta, era grosso? Sì, mi ha fatto segno grosso come la gomma che usano per innaffiare (che è ben più grossa di quelle che usiamo noi) e mi ha indicato la lunghezza.  Insomma, abbiamo nel prato  un bel paio di metri di un grosso cobra. Dice che non è dei più pericolosi, ce ne sono dei peggiori, ma comunque meglio tenersi molto alla larga.
Poi mi ha detto che qualche settimana fa, Ruba (l'indiana che lavora qui) ne ha trovato uno in cucina, non era un cobra, ma era un serpentone molto grosso.
Passiamo ad animali più carini. Non sono riuscita a fotografare il gatto che dormiva nello scolapiatti, ma magari ricapiterà l'occasione. Oggi pomeriggio ero sdraiata sull'amaca, ho trascorso un oretta ad ammirare la vita sul grande albero che è ora ancora spoglio. C'erano due upupe bellissime stavano un po' sui rami e un po' a terra a becchettare in giro, una è arrivata a un paio di metri da me, io stavo immobile per non farla scappare. Poi c'erano le sette sorelle che ormai conosco bene e un uccello turchese con il becco arancione molto bello, a portare scompiglio tra gli uccellini c'era uno scoiattolo che saltellava da un ramo all'altro. 
Questo è tutto per oggi. Vita frenetica qui!

martedì 21 gennaio 2014

Foto alla Joy e Pondy

Alla Joy GH

Ruba stende i sari al sole

Danze a Pondy



La joy quest'anno è sottotono, L'aura avrebbe voluto cedere la GH, ma le cose non sono andate bene e lei si tìritrova a gestire tutto da sola, quindi prende meno gente. Si sta sempre bene, più tranquilla, ma ho comunque conosciuto dei personaggi simpatici. Quel che più mi piace ho iniziato un corso di massaggio Thai. Lo tiene un ragazzo che vive in Thailandia, è molto interessante. Lo tiene alla Windara Farm, una fattoria non troppo lontana, pedalo una mezz'oretta. Alla Farm ho trovato anche Jonathan, il ragazzo tedesco conosciuto lo scorso anno e incontrato in ottobre quando sono andata a Berlino.
Oggi è martedì giornata super tranquilla non ho attività e visto che ho un po' di mal di gola me ne sto tranquilla a casina. Domenica sera ho preso 'freddo', be, magari non troppo freddo ma il vento mi ha infiammato la gola. E' inverno cosa fare? Succede.

sabato 18 gennaio 2014

Auroville

Eccomi di nuovo qui. Approdata felicemente ad Auroville nella quiete della Joy GH. Ho la stessa capanna dello scorso anno, la stessa bici n. 21, incontro le stesse mucche lungo i sentieri, traballo sulle stesse buche. Mi sembra di non essere mai andata via. Alcune cose sono cambiate:la guest house è meno animata, stanno cambiando gestione e prendono meno ospiti, peccato. Ci sono anche molti meno insetti questo non è un peccato, ma non va tanto bene perchè la scarsità di insetti è dovuta al clima, pare che quest'anno il monsone sia stato scarsissimo, quasi nullo e, per l'acqua, è un problema serio.
Ho ritrovato persone conosciute: Aji il ragazzo indiano superlaureato che vive e lavora qui, Rebecca, Nella e Ruba la bella ragazza tamil che lavora in guest house. Shanti non è più qui, ha cambiato casa, ma l'ho incontrata e la vedrò in questi giorni.
Gli animali sono cambiati . . . . . .  è morto Sugar il cane bianco  è rimasto solo Coco il cane nero, tutto solo. L'aura mi ha detto che i gatti sono scomparsi tutti e due in tempi diversi, ora ce n'è un altro che prima non si avvicinava per non invadere il territorio, ma ora è rimasto padrone lui e gira industurbato chiedendo coccole e cibo.
Al posto di Shanty c'è Nelly una signora di origine olandese, ma aurovilliana da anni. con lei c'è la figlia Veerle 10 anni, molto simpatica.
Oggi sabato 18 è arrivato Stefano, gli avevo parlato di Auroville e lui stanco di girare per l'India più caotica e rumorosa ha deciso di venire qui per una settimana. Oggi è il suo compleanno eandremo a mangiare a Pondy.

martedì 14 gennaio 2014

In treno da Varkala a Villapuram. 9 gennaio 2014

Sapevo che mi attendevano 14 ore di treno da Varkala a Villapuram e ho cercato di prepararmi. La sera vado a cena con Stefano e Serge un francese che alloggia nella stessa guest house di Stefano,  mangio ancora un pescetto e mi  ritiro presto.
Non dormo, ma mi  rilasso. All'1,30 arriva il taxi che mi ha porta in stazione con molto anticipo. Regji il ragazzo della Guest House Coral Cave mi accompagna, duro da sopportare poverino, ha voluto raccontarmi tutta una sua triste storia, e siccome eravamo molto in anticipo me la sono dovuta sorbire. Non sto a raccontarla, ve la risparmio anche se per lui sono molto dispiaciuta. Il treno  arriva in orario alle 2,40, salgo sul vagone con tende sventolanti, tutti stanno già dormendo, qualcuno mi dice di mettere il bagalio sotto la cuccetta e io salgo in un posto  che trovo libero  quasi sicura che non fosse il mio, ma in India non ha molta importanza.
Il treno ha i vagoni tutti aperti, ci sono 6 cuccette nello scompartimento come nei nostri treni più due di traverso nel corridoio, io sono  nel corridoio nella cuccetta in alto. Tempo di distendermi e arriva il controllore, mi dice che il mio posto  è più avanti, ma, dice se si trova bene può rimanere  lì. Ovviamente sono rimasta lì, non avevo voglia alcuna di spostarmi di nuovo con armi e bagagli. Mi distendo sperando invano di dormire. TIICHAI TIICHAI TIICHAI, COFII COFII COFFII, COLDRINKCOLDRNKCOLDRINK, questo  cantilenare continua per tutta la notte e tutto il giorno, ogni due o tre minuti passa un venditore, va avanti e torna indietro incrociando già il successivo. Dall'alba ai cofee, teachai e coldrink si  aggiungono i DOSAI DOSAI DOSAI, RAISBIRYANI RAISBYRIANI RAISBIRYANI,SAMOSA SAMOSA SAMOSA e un odore di spezie comincia ad invadere tutto il vagone. Ovviamente non avevo fame per niente e men che mai avrei mangiato qualche intingolo caldo, piccante e speziato di prima mattina. Fermo  il cofii cofii e  prendo un primo caffè, con il latte ovviamente, nero neanche a parlarne. Avevo con me alcuni biscotti e delle banane. Mangio qualche biscotto, prendo un secondo cofe, poi riesco anche a dormire un po'.  Scendo dalla mia cuccetta che avevamo già superato il capo Cormorin, la punta dell'India dove il sole sorge e tramonta sul mare. Non si vedeva molto, stava piovendo e i finestrini sembravano foderati di pelle di salame, non riuscivo neppure a leggere i nomi delle stazioni. Dopo Maduraj cambio posto finalmente non piove più e il finestrino ha un vetro trasparente. Cambia la gente, scende Pray-ma la mia vicina keralese e salgono tre donne dall'aspetto molto più grossolano e tribale, indossano cavigliere tintinnanti, sono piene di bracciali colorati e di collane, mi raccontano che vanno in pellegrinaggio in diversi templi arrivano da uno stato più a Nord l'Andra Pradesh.
L' India del sud scorre davanti ai miei occhi con i suoi villaggi, le palme, le chiome arrotondate degli alberi di papaia, mucche, scimmie, donne dai sari colorati, bambini che giocano nell'acqua, acquitrini, paludi, risaie, ancora palme e stazioni, tante fermate. Man mano ora procediamo verso Nord dal lato Est della costa indiana. Ho il sedere piatto, i sedili sono duri e scomodi, ma il tempo passa veloce, gente che scende e gente che sale. Mangio le banane, ma non ho voglia nè di riso nè di alcun altro frittume, d'altra parte sono seduta o sdraiata da parecchie ore. Ogni tanto faccio due passi e tra un vagone e l'altro prendo un po' d'aria, il treno viaggia con le porte aperte . . .  . Alle 17,15 precise scendo a Villapuram, quasi arrivata, con un auto raggiungo Pondy trafficatissima e alle 20 circa sono ad Auroville. Nella mia capanna, la stessa dello scorso anno.  A casa.

lunedì 13 gennaio 2014

Da Varkala a Villapuram e Pondycherry 14 ore di treno più due ore per Pondy

In treno

La mia vicina fino a Maduraj

Il lavoro dei pescatori sulle spiagge a nord di Varkala

Un gruppo di pescatori ritira le reti

Un pescatore su un barchino fatto con tregrossi tronchi lavora dal mare  al ritiro delle reti

Man mano si avvicinano ci impiegano circa un paio d'ore di duro lavoro

Ancora Varkala, turistica, ma bella

Le aquile fotografate'al volo'
Uno dei miei ristorantini preferiti

Con Stefano a mangiare il pesce e finalmente la birra!
Stefano è un italiano che si è preso uno stop dal lavoro e dalla famiglia e gira per l'India, l'ho conosciuto a Varkala, poi io son partita pe Pondy il 9 gennaio e lui parte il 12 verso Bangalore a piccole tappe, poi rientra in Italia

E infine VARKALA!




domenica 12 gennaio 2014

Kottayam e Saji

La reception dell'Homstead hotel di Kottayam

I camerieri del ristorante di Kottayam dove ho mangiato più sere, benissimo.

Il simpatico e bravo autista Saji che mi ha accompagnata a Varkala

venerdì 10 gennaio 2014

Foto del KERALA

Reti cinesi a Fort Cochin
Alla partenza del battello
Sulle backwaters verso Aleppy
Reti cinesi a Fort Cochin
Da sola in attesa della partenza del battello pubblico

domenica 5 gennaio 2014

Kerala Sulle Backwaters

Un copia incolla dal mio diario manuale dal 1 al 5 gennaio

Da Kottayam a Varkala

5/1 Partenza alle 7,15  con Saji. Ho un bagaglio troppo pesante per  scarrozzarlo su e giù dai bus o treni. Arriviamo a Varkala alle 11 circa. Saluto il mio adorato autista e sbarco alla Cove consigliatami da Ulrike,  mi accoglie Reji con il quale avevo scambiato qualche mail e lo avevo avvisato del mio arrivo il 5 per telefono. Avevo capito che c’era qualche  problema, ma gli indiani non dicono mai di no. Vieni vieni  che una camera te la procuro. Insomma perdo un po’ di tempo mi racconta un sacco di cose inutili più o meno vere, mi propone una camera orrenda, ma alla fine mi trova una camera nella guest house vicina Shiva Garden. Posto da frik, camera bruttina, ma per una notte va bene, da domani dovrei essere al Cove, speriamo.  Qui la situazione è completamente diversa. Pieno di occidentali, dove sono finiti gli indiani quelli veri?  Il posto comunque è molto bello, ho dato un occhio alla spiaggia, è piena di gente, ben, piena si fa per dire, comunque c’è gente. E’ situata  alla base di una scogliera e ci si accede mediante lunghe scalinate. Pensavo di andare ancora in giro sulle backwaters, ma  visto questo posticino credo che in questi giorni me ne starò qui a fare vita ‘da spiaggia’ e di riposo

Kottayam.
4/1Kottayam  Decido di stare in città, devo preparare il bagaglio e fare un po’ di shopping.

Aleppy
3/1/2014  Volendo andare ad Aleppy avevo chiesto a Saji qualche informazione. Sapevo che da Kottayam c’è un traghetto alle 11, ma  è troppo tardi per me, così avevo deciso di andare con il bus la mattina presto e rientrare con il traghetto nel pomeriggio. Saji mi dice  che c’è un traghetto che parte alle 7,15 da Kanjiram che è a qualche km da Kottayam. Detto fatto la mattina alle 6,15 viene a prendermi un amico di Saji con il tuc tuc, facciamo circa 8 o 10 km e arriviamo a Kanjiram. Non c’è nessuno . . . c’è un traghetto fermo che mi sembra, ben non proprio nuovo, anzi una barcaccia mal andata. Boh? Partirà questo trabiccolo?  Dopo un po’ arriva un uomo, forse il capitano, noto che sulla fiancata c’è scritto capienza 101 persone, bene, ne mancano solo 99, gli altri siamo il capitano ed io. Il posto è deserto, c’è solo un tempio indù con qualche fedele. Questa situazione se pur incerta mi piace molto,  forse riesco a prendere l’unico traghetto che non è per turisti? A poco a poco arrivano persone, alla fine siamo in 6 o 7, I giubbotti salvagente ci sono. Partiti.  Il percorso è bellissimo, il sole illumina le risaie e la bruma mattutina. Palme che si specchiano nell’acqua, piante acquatiche, fiori uccelli, tanti uccelli bianchi, neri, e altri cicciotti con le ali marroncine, quando sono in volo sono color avorio, su una palma vedo anche un grande uccello, forse un rapace? Fa freschino ed è molto umido. Il traghetto  fa molte fermate in mezzo al nulla  e comincia ad animarsi, si inizia a vedere qualche casa, alle 8,30  salgono numerosi scolari, ma sono sempre io l’unica europea a bordo. Che bello, non mi par vero di fare la viaggiatrice e non la turista. Verso la fine del percorso siamo ben più delle 101 persone previste. Arrivati a destino mi rendo conto che viaggiare con il bagaglio grosso sarebbe un problema. Avevo pensato di fare la prima tratta verso Varkala con il bagaglio, ma cambio immediatamente idea. Il nostro traghetto si ferma in doppia file e  per scendere dobbiamo transitare su un altro, meno male che ho solo lo zainetto in spalla! Prima cosa appena scesa cerco un posto per fare colazione, sono le 9,30 e non ho ancora mangiato nulla.  Scarto un paio di posti ed entro in una bakery decente. Mi scelgo una scatola di biscotti e mi prendo un the, anzi un chai, perché avere the nero è quasi impossibile, solo con latte. Bene mi dico faccio una colazione all’italiana, senonchè la signora mi presenta una frittella sulla punta della forchetta, mi sembra un crafen, come dire di no? Fresh mi dice, in effetti è ancora calda, non è il massimo per la mia dieta, ma, appunto, come dire di no? E’ leggermente salata e piccantissima. Addio colazione all’italiana.
Faccio una sosta pipì in un lodge,  il proprietario mi intrattiene in chiacchiere e mi offre un the. Ha anche camere libere, quindi facilmente si trova da dormire dappertutto, non è che ci siano poi tanti turisti come dicono.
Decido di andare alla spiaggia, lascio le backwaters per l’oceano. Mi dicono che ci si arriva anche a piedi, un paio di km forse, visto che mi piace camminare parto spedita. Di tanto in tanto chiedo a qualcuno quanto manca, ma mi rispondono sempre che mancano tre km. Decido di prendere un tuc tuc e faccio bene, è lontanuccio e comincia a far caldo. Arrivo alla spiaggia enorme lunga e caldissima, se mmore, ci saranno 50 gradi, bevo come una spugna, arrivo all’acqua, ma mi fermo poco, torno sulla strada all’ombra  molto velocemente.
Trovo un bel ristorantino, mangio un ottimo trancio di pesce con patatine fritte e verdura. Hanno anche la birra, ma stranamente non ne ho voglia. Ancora una passeggiatina e poi prendo al volo un bus pubblico. Vado alla stazione dove prendo il bus di linea che in un’ora e mezza mi riporta a Kottayam.  Non ho trovato una piantina di Kottayam, ma non è difficile muoversi chiedendo informazioni in giro. Dalla stazione uscendo si gira a destra e per un lungo tratto si percorre  una via larga piena di negozi e palazzi, poi ad un grande incrocio si gira ancora a destra e sono già sulla  K K Road la via dove si trova il mio albergo, insomma in 20 minuti arrivo a casa. Oggi i ristoranti nel cortile sono chiusi, avevo adocchiato l’hotel Ambassador che è poco lontano e sembra accettabile.  Invece non e granché ed  è caro (in confronto al ristorantino del cortile). Prendo una zuppa e un intruglietto di verdure, mi pare ci sia la panna o il latte in entrambi. Bene domani non ci torno di sicuro.

Fort Cochin
2/1/2014  Saji mi fa subito buona impressione, partiamo all’alba per sfruttare le ore meno calde. Ci fermiamo a fare colazione lungo la strada e dopo due ore siamo a Fort Cochin. Visito con calma ciò che più mi interessa: La chiesa di St Francis dove è stato sepolto Vasco de Gama, la costa con le reti cinesi, il Dutch Palace e la Sinagoga.  

Da Parathode a Kottayam
Il 1 gennaio parto con il bus pubblico per Kottayam, i due medici e Angiu con la figlia Mira mi accompagnano alla fermate (che è vicinissima al centro ayurvedico) Robin mi da un biglietto con su scritto il nome della fermata, pare il bus faccia una fermata proprio davanti all’hotel prima di andare alla bus station. Un po’ di fatica a sistemare il borsone in mezzo alla gente, finalmente ce la faccio e riesco anche a sedermi. A Kanjirapally il bus si svuota e si sta anche più comodi. L’autista a cui ho fatto leggere il biglietto mi fa scendere, in effetti, proprio davanti all’hotel Homestead.
L’hotel è dentro ad un cortile, presenta bene, modesto ma molto pulito, solo la stanzetta è piccola e dalla finestra entra  pochissima luce,unico lato negativo. Faccio un giro nelle vicinanze per capire dove sono: trovo subito una banca, un sarto, negozietti vari, due ristoranti sono nel cortile stesso. Mi pare un buon posto.  Kottayam non è niente di che, ma forse mi conviene tenela come punto d’appoggio per fare qualche giro nei dintorni.  Concordo subito un giro a Kochi per domani,devo andare in auto, perché Cochin è lontana e in bus in giornata non ce la farei. La bellissima impiegata dell’hotel mi mette in contatto con Saji.

venerdì 3 gennaio 2014

2014

Hei mi sono accorta che e' il primo post del 2014!
Anche se il blog contina a segnare venerdi' 3 oggi invece e' SABATO 4. 4/1/14
CHE SIA UN BUON ANNO!

Senza wi fi devo usare gli internet point

In questi giorni ho girato parecchio e quando ho potuto ho girato con i mezzi pubblici. Ho scritto qualcosa su un foglio word e appena potro' collegarmi a internet con il mio computer faro' un copia incolla e spero di riuscire a mettere qualche fotografia.
Sono stata a Fort Cochin e ad Aleppy, oggi volevo quasi andare a Peryard, ma. con il bus pubblico,  4 ore per l'andata e altrettante per il ritorno, per di piu' tutte a curva e controcurva mi  sembrano  eccessive. Forse faccio un giro a Kumaramom nel pomeriggio, vediamo come butta. Se no riposo e preparazione bagagli. Domani parto per Varkala.