sabato 28 febbraio 2015

Inga, le danze indiane e lo yoga therapy



Le cose possono cambiare in un minuto, quando meno te lo aspetti. Sono i miei ultimi due giorni ad Auroville. Tranquilla, comincio a pensare alla partenza per Delhi.
La sera a cena ci sono sempre belle tavolate di gente interessante, alcuni sono qui da tanto tempo come me: Jans, Hortensia, Olivier  altri invece arrivano e partono. Nel poco tempo a disposizione ci si racconta la vita, qualcosa del passato, dove vivi, cosa fai,  ma soprattutto si parla del presente e del futuro. Gente da Israele, dalla Germania, dall’Inghilterra, dagli  USA, la tavolata è sempre molto internazionale. C’è un grande scambio di sensazioni, emozioni, esperienze.
Ieri sera c’erano, oltre a Jens, Hortensia, un ragazzo tedesco con suo figlio di 4 anni, una coppia di Tel Aviv e Inga. Inga mi è subito molto simpatica, così solare e piena di energia.
Inga è Lituana, ma vive in Florida, è insegnante di yoga, è qui solo per il w-e, poi torna a Chennai dove segue un corso di yoga therapy. E’ il terzo o quarto anno che viene in India per approfondire yoga therapy.
Stasera ci sono le danze indiane, vuoi venire? mi dice, ho già prenotato un taxi per farci portare e riportare a casa. Cosa dire? Pensavo di andare a dormire presto, sono un po’ stanca, ma se mi viene detto così accetto!
Danze splendide, alcune assolutamente acrobatiche, di una raffinatezza, di una dolcezza di una sensualità  che noi in occidente abbiamo dimenticato. Penso alle nostre povere ragazze che ballano seminude più vicine alla volgarità che all’erotismo di sicuro. Non so se gli amici maschi condividano, ma io credo di sì.
Insomma stasera ho fatto ancora due chiacchiere con Inga, mi sono fatta spiegare in cosa consiste questo suo approfondimento e in quattro e quattro otto abbiamo deciso di vederci il prossimo dicembre, lei terrà un work-shop di yoga e meditazione qui ad Auroville. Io pensavo di non tornarci, ma . . . Prima Ulrike mi chiede di fare 15 giorni insieme ad Auroville ed essere qui per fine anno, ora Inga mi chiede di venire dal 12 al 22. Mi sa che mi tocca. Che sia il mio karma?

Le danze indiane






Storie indiane raccontatemi da Janani



Finale della storia di Ganesh, scritta precedentemente:
Dopo aver perso la gara con Ganesh, Murgan molto arrabbiato si spoglia di tutto e con solo un panno alla cintura lascia il paese e si ritira a Palani. Palani  è un luogo del Tamil Nadu ed è anche un nome di persona. E’ il nome del mio autista di tuc tuc preferito
Nuova storia Brama visnù e Shiva
Le principali divinità indù sono:Brama dio della creazione, Visnù dio della conservazione e Shiva dio della distruzione.
Tra i tre nasce una competizione, vogliono stabilire chi sia il migliore. Shiva dice che chi riesce a vedere la sommità della sua testa è il migliore. Immediatamente inizia ad ingigantire. Gli altri  due fanno lo stesso, ma rinuncia presto e trasformandosi in un maiale, uno dei suoi avatar, inizia a scavare sotto terra. Facendo questo arriva a fare il solletico sotto i piedi di Shiva, questi sentendosi toccare si guarda istintivamente i piedi e Visnu riesce così a vedere la sommità del suo capo.
Brama invece vede il fiore bianco sopra la testa di Shiva e chiede al fiore di mentire e di dire che Brama ha visto la sommità della testa. Shiva si arrabbia moltissimo sia con il fiore che con Brama. Dà una punizione al fiore, sotto la sua pianta si nasconderà il cobra, così nessuno più vorrà raccogliere il fiore dal profumo così intenso. (Janani mi fa vedere anche qual è la pianta del cobra, ce n’è una vicino a noi). A Brama darà un’altra punizione. Nessun tempio sarà costruito in Tamil Nadu in suo onore (Infatti ne esiste uno solo a Kancipuran). Brama arrabbiato fa crescere sul tetto di tutti i templi di ogni divinità un fiore rosso  (di cui non ricordo il nome) le cui radici sono molto forti, crescono e provocano crepe e crolli. Mi assicura che solo sui templi cresce questo fiore, non sui tetti delle case. I templi hanno bisogno di una cura continua per evitare che ci siano dei crolli, per questo sono sempre in manutenzione.

giovedì 26 febbraio 2015

Test per vedere se siete attenti. Mi sembrate distratti





Giugno 2013

Senza titolo, potrebbe essere 'l'article quarante deux' ma ne parlerò in seguito



C’è in giro un virus? Molte persone con febbre e dissenteria, anche Hortensia sta male ha avuto la febbre molto alta, avremmo dovuto andare a Pondy insieme invece sono andata da sola. Spero che guarisca presto e spero di non ammalarmi io, visto che devo partire tra tre giorni.
Insomma sono andata a Pondy da sola. Non riesco a realizzare che tra pochi giorni sarò lontana da questi luoghi ormai così familiari. Nei primi anni andavo a congedarmi dai posti che mi avevano dato più emozioni: l’oceano, l’ashram, qualche zona in particolare; ora non più. E’ l’ultimo giorno a Pondy ma mi pare di tornarci la prossima settimana, invece potrebbe essere il prossimo anno, oppure quest’anno in dicembre, magari, quindi fra nove mesi. Insomma mi si è ristretto anche il tempo, sempre che esista, sono sempre più dubbiosa. Forse davvero il tempo non esiste, non esiste lo spazio e forse non esistiamo neppure noi. Tranquilli non sono ancora impazzita, forse tra qualche anno, ma sarà l’alzheimer.
SHOPPING! Sono stata da Pothis a vedere e comprare dei sari, non avevo con me la macchina foto, peccato perché il negozio è enorme ed è un tripudio di colori.
Sono venuta giù a piedi verso Mission Street ho fatto tappa da Nilgiri per comprare un paio di colini per il the,  in Italia non se ne trovano? direte, eh eh eh, non come questi, e poi i piace comprare cose normali, non per turisti.
Già un po’ stanca ed assetata (fa un caldo mortale) mi son fermata in un angolino di quelli che solo in India si possono trovare. Carino, quasi pulito, ben davvero solo ‘quasi’, dal momento che la signora preparava, per terra,  la canna da zucchero e il limone da spremere. Non ho preso il succo di canna, non voglio rischiare, ma mi son bevuta e mangiata due noci di cocco.
Volevo comprare gli incensi, ma il negozio apre solo alle tre, io sono stanchina quindi chiamo il taxi e gli do appuntamento all’Hot Breads, posto centrale che tutti conoscono. Ho ancora un’ora di tempo, mi compro una tee shirt manica lunga perché vado a Nord e non so bene quanto freddo farà, poi vado all’Hot Bread. La saracinesca è chiusa . . . e ora? Vedo però che la porta è aperta, entro e gli chiedo; siete chiusi? No, mi dice, half close, non capisco bene cosa significhi essere mezzi chiusi, ma mi adeguo. Non  mi era mai capitato di andare a mangiare in un posto ‘mezzo chiuso’.

mercoledì 25 febbraio 2015

L'ora dei saluti



 
Con Antonello alla Terrasse
Ristorantino vicino a casa



Ho finito il mio corso di massaggio. E’ stata dura, tutti i giorni per parecchie ore a praticare e altrettante a studiare, ma sono arrivata bene alla fine.
Ora che dire?  Devo organizzare la mia partenza. Ho ancora cose da fare e persone da salutare, voglio ancora andare una volta a Pondy. Il tempo che mi sembrava infinito, dilatato, è passato in un lampo. Forse è vero: il tempo non esiste.
Mi sento a casa, ci sono persone interessanti che stanno qui a lungo come me e sono abituata a incontrarle, a cenare insieme, a chiacchierare. Con Hortensia ho frequentato anche il corso di massaggio. Hortensia è di origine olandese ma vive in Spagna con il marito Jans che invece è di origine tedesca.
Oggi ho incontrato  anche il mio autista preferito di tuc tuc, si chiama Ladani, lo conosco dallo scorso anno, e chiamo lui ogni volta che devo andare lontano e non posso usare la bici. Ormai è un amico: come stai? Cosa hai fatto ieri? E quando lo incontro casualmente, mentre accompagna altri clienti, mi suona il clacson (clacson si fa per dire, è quella trombetta che fa popi popi) e mi saluta.
Sono andata a mangiare qualcosa nel ristorantino indiano che è qui vicino, ho cercato di assorbire tutto il sole e il caldo possibile. Sono gli ultimi giorni.
Ho anche iniziato a preparare il mio bagaglio, ho preso in mano la giacca a vento e il pile, mi fa uno strano effetto, andrò a Nord non credo farà freddissimo, ma sicuramente non calduccio come qui.


cerco di assorbire tutto il sole di Auroville






lunedì 23 febbraio 2015

Son caduta dalla bici

Sono molti quelli che esibiscono vistose fasciature bianche alle gambe o alle braccia, molto spesso sono  dovute a incidenti sulle strade,  motorini, biciclette, mucche, cani, sabbia,  ghiaia provocano  frequenti cadute. Invidiosa ho voluto anch'io un cerotto bianco. Viaggiavo tranquilla e distratta in bici, su un sentierino e dietro una curva mi sono scontrata con un'altra bici e una persona a piedi. Sono caduta contro le canne di bambù che per un verso mi hanno protetta procurandomi sono qualche escoriazione e dei lividi alla spalla. Hanno delle spine lunghe anche due cm, ma mi è andata bene.
Il mio angelo custode mi ha protetta, ma mi ha avvertita: sii meno distratta e vai più piano.

La scena del crimine
Il risultato

domenica 22 febbraio 2015

Notizie tristi e liete



Ha lasciato il corpo questa settimana un signore indiano che avevo conosciuto 4 anni fa e che ho rivisto qui ogni anno. Lo chiamavano N. 7.  Avevo fatto con lui una lunga interessante chiacchierata, sicuramente l’avevo scritto sul blog. Ultimamente era molto dimagrito, l’anno scorso lo vedevo sempre alla Terrasse seduto sul muretto a suonare il flauto. Era là ogni pomeriggio. Quest’anno non l’avevo ancora incontrato e tristemente ho letto la notizia sul bollettino di Auroville.
Gupi invece è tornato a casa dall’ospedale, ma credo sia in riabilitazione, pare si fosse  rotto il femore. Vorrei andare a salutarlo, chissà se farò in tempo prima di partire?